“Siamo la scuola che celebra il cuore, l’emozione, l’empatia”

Il "Marconi" di Cerignola istituzionalizza i laboratori di educazione emotiva by Teorema

È stato un momento di condivisione di emozioni e riflessioni l’evento conclusivo del progetto “Non è una scuola per bulli”, targato Centro Studi Teorema, che ha visto protagonista la comunità scolastica Guglielmo Marconi di Cerignola, capitanata dalla dirigente, Luisa Damato. Con il patrocinio del Comune di Cerignola, nell’aula consiliare di Palazzo di Città, martedì scorso, ci si è dati appuntamento per raccontare alle famiglie degli alunni cosa si è detto e fatto durante la breve ma intensa esperienza consumata attraverso i laboratori di educazione emotiva che hanno coinvolto le classi terze, quarte e quinte del circolo didattico ofantino. “Già dal titolo del progetto, Non è una scuola per bulli, mi interessò e non ebbi dubbi a stringere un’alleanza educativa, come l’ho definita, con Centro Studi Teorema che me lo proponeva”, ha sottolineato la Damato durante il suo intervento.

“Il progetto di prevenzione e contrasto al bullismo e cyberbullismo ha sposato perfettamente l’obiettivo che persegue il Circolo didattico Marconi, la scuola che celebra il cuore, inteso metaforicamente come sentimento, emozione, empatia – ha proseguito la dirigente -, contribuendo ad insegnare l’importanza di dare voce ai propri stati d’animo e di trasmetterli agli adulti di fiducia. La consapevolezza emotiva è stata sollecitata, in modo ludico ma efficace, partendo dalla quotidianità, e stimolando la curiosità dei bambini nell’interpretare i diversi ruoli che intervengono in episodi di bullismo e cyberbullismo. È mia ferma intenzione rinsaldare la collaborazione con Centro Studi Teorema e proseguire su una strada ormai tracciata, visti l’interesse e la curiosità che tutti, docenti, alunni e famiglie, hanno dimostrato, dalla prima presentazione del progetto all’evento conclusivo di oggi”. Quella del circolo didattico “Marconi”, sostenuta dalle famiglie degli alunni e incoraggiata dalla sensibilità della dirigente scolastica alla tematica, è l’esperienza pilota per il progetto che l’Ente di formazione professionale ha intenzione di esportare in tutte le realtà scolastiche del territorio.

Dall’intreccio virtuoso tra Istruzione istituzionalizzata e ufficiale e progettazione didattico-formativa privata è nato un prodotto laboratoriale organico, che ha mixato le finalità pedagogiche dell’intervento con l’esperienza del gioco e dell’introspezione, per offrirsi ai piccoli alunni come strumento di prevenzione e sensibilizzazione verso il fenomeno del bullismo e cyberbullismo. Una tematica di stringente attualità e dai preoccupanti risvolti, spesso sottovalutata dalle famiglie. Un dato incontrovertibile, smascherato dal 41% colorato di rosso nel diagramma riportante i dati sull’utilizzo degli schermi dei piccoli nativi digitali che per più di 4 ore al giorno, giocano online, chattano e navigano liberamente. Il momento di restituzione dei risultati dei laboratori si è offerto a utile occasione per diffondere gli allarmanti dati raccolti dal Social Warning, Movimento Etico Digitale a diramazione internazionale in seno al quale Francesco Ruocco è componente dell’osservatorio pugliese.

“I vostri genitori vi farebbero mai uscire soli alle due tre di notte? Eppure vi lasciano soli in rete per tante ore. È la stessa cosa”, ha provocatoriamente sottolineato l’esperto di cyber bullismo, intervenuto insieme agli altri docenti esperti del team “Teorema”, Antonella Chieti e Valentina Gneo (per i percorsi di introspezione psicologica), Annarita Fiorenti e Marialuisa Tufariello (per i laboratori pedagogico-educativi), che hanno raccontato alla platea le attività condotte nei rispettivi laboratori. L’impegno e l’instancabile curiosità dei bambini coinvolti nel progetto da un lato e la collaborazione delle docenti curricolari, coordinate dall’insegnante Antonietta Valerio, dall’altro, si sono rivelati essenziali per la buona riuscita dell’esperimento. In forma di nuvolette incollate su cartelloni, pensieri spontanei letti ad alta voce e domande rivolte agli esperti, sono stati proprio loro, i piccoli protagonisti di “Non è una scuola per bulli” ad esprimere il senso del successo educativo del progetto. “Ridere con e non ridere di” il motto che ne hanno tratto, insegnando agli adulti che non si è bulli per scelta, ma per l’incapacità di gestire emozioni e sentimenti, che con la “cassetta degli attrezzi” sapranno riconoscere con più facilità, per isolarle e proteggere le vittime, agendo a “sentinelle della pace” nei propri contesti classe.

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