La seconda tappa del nostro itinerario verso “La porta della Felicità”, che segue quella della scorsa settimana in cui l’Amministrazione Comunale ha illustrato idee e contributo al progetto, ha visto lanotiziaweb.it ospite di ‘Casa Famiglia’, la storica struttura di via Napoli che è, in tutti i sensi, fra gli attori dell’iniziativa. ‘Casa Famiglia’ è una Comunità Riabilitativa Assistenziale Psichiatrica (CRAP) gestita dal CUS (Consorzio Utilità Sociale) di Campobasso, presieduto dal dott. Domenico Mucci. Opera a Cerignola esattamente dal 4 ottobre 1999, garantendo un’assistenza di 24 ore giornaliere con presenza continua di personale qualificato che si dedica ai suoi utenti con elevate difficoltà relazionali e funzionali, sostenendoli nelle attività di base della vita quotidiana.
«La nostra mission è il miglioramento della loro qualità di vita, assicurandogli benessere psicofisico attraverso varie attività laboratoriali, fra cui quella teatrale», spiega la dott.ssa Mariantonietta Russo, terapista riabilitativa occupazionale del centro. I fruitori della struttura saranno infatti fra coloro a salire sul palco per l’evento del 25 e 26 gennaio prossimi al “Roma-Teatro, Cinema E…”. «L’intesa con Francesco Quinto è nata due anni fa – racconta – dopo un convegno da lui organizzato. Ci ha colpito lui, il progetto de ‘La porta della Felicità’, ci hanno colpito i suoi protagonisti, e alla fine ci siamo immedesimati. I nostri utenti sono persone fragili, che hanno difficoltà a venir fuori nella società perché dalla stessa sono etichettati come ‘i matti di quaggiù’. Siamo felicissimi di aver aderito al progetto, anche perché Francesco parla di queste persone senza mai usare il termine ‘handicap’, che odiamo». Un altro importante punto di riferimento di ‘Casa Famiglia’ è la psicologa, dott.ssa Daniela Simone. Mentre il coordinatore del centro, dott. Matteo Giancaspro, evidenzia come «l’argomento del progetto ci riguarda molto da vicino. Fra i gironi del nuovo Inferno dantesco rappresentato nell’opera, c’è quello della solitudine, che è un male che colpisce i nostri utenti».
Il fulcro del progetto è il laboratorio teatrale, guidato dall’insegnante di teatro Matteo Bonfitto: «Siamo stati coinvolti nel progetto con l’entusiasmo mostrato dai ragazzi. In questo percorso ho visto tanta fatica e tanto impegno – testimonia, aggiungendo che – si sta costruendo pian piano la nostra scena, che dura circa quattro minuti, dove comunicheremo con il linguaggio del corpo. Attraverso lo strumento corpo, lavoriamo in favore dell’espressività e delle emozioni. I ragazzi si sono trovati a loro agio, parlando con il corpo esprimono tante emozioni. È una bella sensazione, soprattutto per loro che immaginano di portare al di fuori di qui i propri messaggi. È fondamentale lavorare per l’abbattimento dello stigma, l’obiettivo primario del nostro settore. Vedo dei ragazzi felici e soprattutto consapevoli di quello che stanno facendo».
Presente a ‘Casa Famiglia’ vi è anche Leonardo Lavecchia, musicista, regista, sceneggiatore e autore di musiche e testi de ‘La porta della Felicità’: «Parto dal presupposto che sono legato a Francesco Quinto da un’amicizia che dura dai nostri 12 anni. Abbiamo in comune la passione per alcuni cantautori italiani. Poi, si sa, la vita ci può portare su strade diverse. Fino a quando, due anni fa, tornano a incrociarsi perché lui mi contatta per condividere il suo sogno, far diventare le sue idee un musical. Da lì ho iniziato a lavorare alla composizione dei brani presenti sul CD, nonché ad occuparmi di regia e sceneggiatura». In conclusione, Lavecchia rivolge un sentito appello al pubblico che presenzierà allo spettacolo: «La cosa bella è che sarà un’opera senza attori, tranne un piccolo gruppo che fa teatro. Abbiamo invece dei ragazzi speciali, come Francesco mi ha insegnato a definirli. Sono anime pure che portano sul palco la sofferenza, accompagnata dal sorriso. Chi verrà allo spettacolo non dovrà, quindi, aspettarsi degli attori, ma dei ragazzi verso cui guardare dentro».



