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    Cerignola, la questione “semafori spenti” non trova soluzione

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    I numerosi tagli e la crisi portano anche allo spegnimento dei semafori. Potrebbe essere questa la spiegazione del blackout semaforico a Cerignola? Sicuramente no. Quello dei semafori spenti però è un problema, anche politico, da risolvere al più presto o al quale andrebbe prospettata diversa soluzione, considerato anche il numero di incidenti che hanno luogo in certi incroci. Via Manfredonia, Via Santissima Maria Ausiliatrice, ma anche l’incrocio via Gentile-via Milano (ex Pastificio Tamma), via Melfi sono punti nei quali gli impianti semaforici risultano spenti o assenti. In ballo c’è la tutela della incolumità dei cittadini e l’auspicio di una soluzione definitiva.

    Già a marzo del 2011 in un comunicato dell’ufficio stampa comunale l’Assessore alla Sicurezza Franco Reddavide annunciava «l’intenzione dell’Amministrazione Comunale di sostituire in futuro gli impianti con rotonde a raso», operazione da farsi «con i proventi delle multe». Ovvero «se gli impianti semaforici sono spenti – affermava allora Franco Reddavide – è perché ci siamo resi conto, nel momento in cui li abbiamo riattivati, che comportano a questa città più danni che benefici. Dopo un’attenta valutazione delle dinamiche del traffico urbano, ci siamo convinti che la costruzione di rotonde, che pensiamo di finanziare con i proventi delle multe, potrebbe dare una risposta più efficace in questo senso, costituire una sorta di deterrente alla formazione degli ingorghi stradali».

    A guardare oggi la realtà il tutto risulta parzialmente realizzato. Si nota facilmente come i semafori sono spenti, mentre le rotonde (o rotatorie?, ndr) sono pressoché inesistenti. Interessante è ricordare come Cerignola è l’unica città dove i semafori sono spenti per precisa volontà politica. E tra le motivazioni ci sarebbe anche la causa ambientale: inquinerebbero a causa delle code a semaforo rosso. A rigor di concetto quindi, andrebbero chiuse al traffico molte strade cittadine che, sebbene prive di dispositivi semaforici, sono caratterizzate ugualmente da perenni file di autovetture. L’Assessore Franco Reddavide, ad oggi, preferisce non rilasciare alcuna dichiarazione sulla questione “semafori spenti”, considerato che «verrebbe in ogni caso, e qualsiasi cosa dicessi, strumentalizzata dai soliti noti», i cittadini invece continuano a dichiarare unanimi la medesima cosa: «riaccendeteli!».

    133 COMMENTS

    1. Che fa Reddavide non si prende le sue responsabilità per paura di esser criticato? Secondo me è un perfetto incompetente e si deve dimettere