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    Cerignola tra fallimento e rinascita

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    La vita della città e di tutto quanto ad essa è connesso gravita tra due condizioni opposte: quella di fallimento oppure quella di rinascita. In queste ultime ore se parliamo di fallimento il pensiero corre subito alla Cerignola del calcio, alla mancata serie D, alla concreta possibilità che per la stagione 2013/2014 l’Audace senior non disputi alcun campionato. Parole “volontarie” ufficiali non ce ne sono. Il Sindaco non diffonde alcuna nota ufficiale sull’accaduto. L’assessore Spione, prodigo di attenzioni per il Palazzetto (leggasi “non per il calcio”, ndr) è silente, così come il consigliere Moccia. De Cosmo non fa differenza. Ma fallimento porta alla mente anche il caso Gema e AC Foggia: due macchie indelebili nell’amministrazione Giannatempo che difficilmente il tempo potrà lavare via. Il riverbero politico di questi due “buchi” è linfa non di poco conto per le opposizioni, oltre che guaio di immagine difficilmente sanabile per l’amministrazione in carica.

    Diverse invece le sensazioni che riporta alla mente la parola rinascita. Speranza, futuro migliore, cambiamento. Sono questi gli obiettivi comuni ad ogni schieramento possibile. Al centro delle speranze di progresso di un Partito Democratico in odore di congresso. Punti programmatici i movimenti. Traguardo per il nuovo schieramento politico dei “dissidenti” guidato da Pezzano e Paparella, con quest’ultimo in pole per la candidatura a Sindaco. Centrodestra locale, non pervenuto. Due prospettive, quella del fallimento e della rinascita, altamente positive per la città. Positive perché in un paese normale fungerebbero da stimolo al fare. A Cerignola invece tutto ciò non basta e l’immobilismo trova terreno fertile. Anzi, è di casa.

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