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    Da protesta a blocco della città: in serata la calma con Giannatempo

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    Nelle prossime ore i blocchi sulle principali strade di accesso a Cerignola verranno rallentati e offerti agli autotrasportatori, in coda da ormai 24 ore, mezzi per rifocillarsi. Domani, mercoledì, riapriranno i negozi che vendono beni di prima necessità deperibili, mentre i titolari delle restanti attività commerciali saranno liberi di decidere se tenere aperti o meno i propri negozi. Stop anche al tradizionale mercato settimanale. I venditori ambulanti non apriranno i loro banchi per sostenere la protesta dei manifestanti. Anche le banche, su invito telefonico del Sindaco ai Direttori di alcune filiali, abbasseranno la serranda. Resteranno, invece, aperte le scuole, ma gli alunni degli istituti superiori che avevano richiesto la chiusura con un’ordinanza sindacale, hanno deciso ugualmente di scendere in piazza accanto a disoccupati, precari e pensionati. Prevista, intanto, per le ore 9 di domani, una manifestazione che partirà in Piazza Duomo e attraverserà le strade principali della città e non anche un tratto della SS16, come proposto da alcuni manifestanti. Questo, è quanto emerso dall’incontro tra il Sindaco e i coordinatori della protesta promossa dal Movimento Nazionale dei Forconi, giunta nei giorni scorsi anche a Cerignola. Nella delegazione dei manifestanti che ha avuto un incontro a porte chiuse con il Sindaco e il Commissario Colasuonno, Laura Ieva del Coordinamento cittadino dei forconiani, Fabio Dimperio, in qualità di semplice cittadino, Luciano Musicco, in rappresentanza della frangia studentesca, ed esponenti di tutte le categorie produttive: braccianti agricoli, artigiani, commercianti, piccoli imprenditori. Tra questi anche Pietro Ruocco, componente della ConfCommercio, che stamane, insieme alle sue 14 dipendenti, ha abbassato la serranda del suo negozio per manifestare insieme alla sua gente. “Anche il piccolo commercio- spiega a lanotiziaweb.it- sta subendo il salasso di una classe politica irresponsabile. Tanta, troppa la pressione fiscale. Per quelli imprenditori che lavorano onestamente, assumendo regolarmente i propri dipendenti, la situazione è diventata insostenibile, specialmente in una città ad alta vocazione criminale come la nostra. Le lacrime di Gerardo Dasti, (l’imprenditore che ha subito pochi giorni fa la quarta rapina consecutiva nella sua azienda di bibite e dolciumi nella zona industriale) sono anche le nostre”. “C’è l’invito, il diritto a scioperare, ma non l’obbligo a farlo- spiega Michele, un piccolo commerciante- Anche io ho partecipato con convinzione e solidarietà a questi giorni di protesta. Anche io non riesco ad arrivare a fine mese, collassato da tasse e scadenze, ma credo anche che sia giusta e sacrosanta la libertà di scegliere. Noi cittadini onesti combattiamo qualsiasi atto di violenza e intimidazione”.

    Poco prima dell’incontro con la delegazione dei manifestanti, il Sindaco Antonio Giannatempo si era rivolto alla folla radunatasi in Piazza della Repubblica, di fronte al Palazzo di Città, per chiedere il sostegno della stessa Amministrazione allo sciopero. “I manifestanti hanno il pieno appoggio dell’Amministrazione Comunale, perché sono legittimi i motivi della protesta che sta coinvolgendo la nostra città – ha detto il primo cittadino – ma qualsiasi protesta acquista maggiore forza se si rispetta la libertà e la dignità di tutti”. Da ieri le serrande di tutte le attività commerciali sono rimaste abbassate. “Molti costretti sotto minaccia”- a detta di commercianti e non, accorsi ai piedi del Palazzo di Città. “Ronde di quattro, cinque uomini- raccontano- presidiano le strade cittadine, anche di notte, ‘invitando’ gli esercenti ad abbassare le serrande”. Qualcuno, come un giornalaio del centro, ha provato ad opporsi ma è tornato a casa col naso rotto. “Non è questo lo spirito vero dei Forconi- dichiara Laura Ieva, tra i membri del coordinamento cittadino del Movimento che da Lampedusa si sta diffondendo a macchia d’olio in tutta la Penisola- Come ha ripetuto, lo stesso Mariano Ferro dal coordinamento nazionale, quello dei forconi, vuole essere un soggetto pacifico e apartitico che rappresenti gli interessi di tutti i cittadini indignati e schifati dalla vecchia politica per dar corso ad una fase di cambiamento politico-culturale della nostra società. Il nostro intento non è quello di scardinare lo stato, tantomeno di iniziare una rivoluzione tra fratelli d’Italia, bensì quello di farci ascoltare e di chiedere con forza a chi ingiustamente ci rappresenta di aiutarci a non sprofondare nelle viscere dell’usura, del fallimento, dell’oblio e del suicidio. La forca, arma di lotte e rivendicazioni di diritti umani, è il nostro simbolo. Non la violenza. Ci dissociamo da qualsiasi atto di barbarie e sopraffazione”. E intanto, c’è chi le urla contro, accusando i “forconi” di aver acceso la miccia per poi voltare le spalle.

    C’è però bisogno di conciliare le esigenze di chi manifesta e degli esercenti che rischiano di ricevere ingenti danni economici dalla chiusura dei loro negozi. Per questo Giannatempo ha chiesto agli organizzatori dello sciopero di “lasciare liberi i commercianti di decidere se aderire o meno. Non possiamo costringerli, con un atto di forza, a tenere chiuse le loro attività”. Allo stesso modo il primo cittadino ha rivolto un appello “perché vengano allentati i blocchi stradali sulle strade di accesso alla città, che stanno tenendo fermi da diverse ore molti autotrasportatori. Queste persone non possono rimanere per giorni in tale condizione. Va bene bloccare le strade, ma per due, al massimo tre ore, così da non mettere eccessivamente in difficoltà chi transita sulle arterie interessate dalle manifestazioni. E’ una questione di umanità”. Un invito, questo, accolto con un applauso dalla folla. “Siamo disponibili a fare nostra anche la battaglia dei lavoratori contro Equitalia, considerando insostenibile la pressione fiscale che grava sulla stragrande maggioranza delle famiglie di Cerignola e italiane e assolutamente ingiuste le modalità vessatorie con cui troppo spesso i controlli vengono eseguiti – ha aggiunto Giannatempo -. Il peso del fisco è insopportabile, lo sa bene anche chi è chiamato ad amministrare un Ente come un Comune, e deve fare i conti anche con i ridotti trasferimenti erariali. E’ giusto, allo stesso modo, contestare la legge elettorale attuale, definita incostituzionale dalla stessa Consulta, e che toglie ai cittadini ogni potere di rappresentanza. Per questo siamo pronti anche ad organizzare pullman per favorire la partecipazione dei cittadini di Cerignola a manifestazioni pacifiche che dovessero eventualmente tenersi a Roma”. Ad un certo punto, nel bel mezzo della tavola rotonda, il telefono squilla. Dall’altro capo del telefono il prefetto di Foggia, Luisa Latella, in persona. “Una tirata d’orecchie- spiega il Sindaco- per sollecitare tutti a monitorare e coordinare una situazione di estrema emergenza che rischia di sfuggirci di mano”. Ma le parole del Primo cittadino che fanno appello al “senso di responsabilità”, non sembrano aver placato gli animi di quanti, da oltre 48 ore, sono scesi in piazza a manifestare, impegnati in presidi notturni, blocchi stradali. Il grido di disperazione dei cittadini di Cerignola non si placa e nemmeno le polemiche. La tensione sale. Una bomba ad orologeria che comincia ad esplodere. E domani blocco dei trasporti, causa niente gasolio.

    5 COMMENTS

    1. E’ sacrosanto diritto dei cittadini di protestare contro uno Stato gestito da “potenze straniere” che interviene solo per prelevare denaro ed indirizzarlo verso Banche straniere. La pressione fiscale é forte, i risultati sono pessimi, la gente non ce la fa più. STATE ATTENTI si rischia grosso!!!!!

    2. Tanto di rispetto a chi vuole protestare per questo malgoverno, però penso che la protesta vera che potremmo fare tutti gli italiani è quella di non presentare la dichiarazione dei redditi, di non andare a votare. Chissà perchè quando poi arrivano le elezioni si vedono tanti disperati fare propagande elettorali, per mettere alla guida di un paese o di una nazione gente non idonea ma scaltra a promettere ciò che poi non mantiene. Non fatevi ingannare, abbiate più fiducia in voi stessi e non negli altri. Ricordatevi che il nostro è il paese di Giuseppe Di Vittorio.

    3. la vera protesta contro lo stato e’ quella di non pagare più le tasse imu compresa.solo cosi otterremo qualcosa

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