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    Presidente Repubblica, niente quorum per Prodi. Bersani si dimette: “Uno su quattro ha tradito”

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    Pier Luigi Bersani si è dimesso. “Uno su quattro ha tradito, è inaccettabile”, ha detto ufficializzando la decisione davanti all’assemblea dei grandi elettori Pd, poche ore dopo la quarta fumata nera a Montecitorio per l’elezione del presidente della Repubblica. Con il secondo candidato del centrosinistra bruciato dalle divisioni interne alla coalizione. Bersani ha precisato che le sue dimissioni saranno operative solo dopo l’elezione del nuovo capo dello Stato. “Continuerò a dare una mano. I capigruppo con me devono da subito contattare le altre forze politiche per trovare una soluzione definitiva sul Quirinale. Noi da soli il Presidente della Repubblica non lo facciamo”. E ancora: “Non riesco ad accettare la sconfitta di Prodi”.

    Romano Prodi non ha raggiunto il quorum necessario di 504 voti, fermandosi addirittura sotto quota 400, a sole 395 preferenze, decidendo quindi di farsi da parte non senza una frecciata polemica nei confronti di Bersani: “Chi mi ha portato fin qui deve assumersene la responsabilità”. I consensi per Stefano Rodotà sono stati invece 213, 51 di più rispetto al numero di parlamentari del M5S. Sul candidato di Beppe Grillo potrebbero essere sono confluiti i voti di Sel, ma dal partito di Vendola smentiscono. “I nostri voti ci sono tutti perché hanno tutti votato ‘R.Prodi’. Basta contare le schede per vedere che il problema non siamo noi di Sel, ma è nel Pd”, ha sottolineato Franco Giordano di Sel. Annamaria Cancellieri, candidata di Lista civica, ha raccolto 78 voti, mentre 15 preferenze sono andate a Massimo D’Alema e 3 a Franco Marini. Il centrodestra per protesta ha scelto di non partecipare al voto, con una decisione che non ha precedenti nella storia della Repubblica. “Non partecipiamo a questo voto, non è democratico”, ha sentenziato Silvio Berlusconi. In serata, l’esultanza del Pdl con il Cavaliere che avverte: “Se domani ci sarà un candidato idoneo per un governo condiviso daremo il nostro voto, altrimenti faremo come oggi e non parteciperemo alla votazione”.

    E a incalzare i democratici è ora anche Scelta civica. “Abbiamo voluto valutare la tenuta del Pd. Ora il Pd prenda atto del risultato e cambi il metodo perché Prodi non sarebbe stato eletto neanche con i nostri voti”, dice il coordinatore Andrea Olivero, che rilancia il nome di Anna Maria Cancellieri: “Non solo non lo ritiriamo, ma lo offriamo alla riflessione di tutte le forze politiche” perché è “il nome giusto”. Il M5S, che stamattina per bocca di Beppe Grillo aveva chiarito che non avrebbe mai votato Prodi, cerca invece di spingere il Pd dalla parte opposta. Chiedendo di convergere sul nome di Rodotà. “Se il Pd voterà Stefano Rodotà al Colle, si apriranno praterie per il governo dei cittadini e non più dei partiti. E sarebbe un governo di garanzia”, è stato il messaggio lanciato dai capigruppo Crimi e Lombardi. In mattinata, nel terzo scrutinio, erano state 465 le schede bianche (sia che Pd che Pdl), 250 i voti per Stefano Rodotà, 22 per Romano Prodi, 33 per Massimo D’Alema, 12 per Giorgio Napolitano, 9 per Anna Maria Cancellieri. (tratto da Repubblica.it)

    28 COMMENTS

    1. 1 su quattro la media per ora è buona, non sappiamo in seguito.
      Renzi seondo me farà allenza con Grillo.
      Sarebbe una gran