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    Proiettato ieri nell’aula consiliare il docu-film “Rosso Cireneo”, di Giacomo Giannelli

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    Si è svolta ieri sera nell’aula consiliare di Palazzo di Città con il patrocinio del Comune, la presentazione del Docu-film “Rosso Cireneo”, storia di un giovane del Sud del giovane regista cerignolano Giacomo Giannelli, tratto dal libro scritto a quattro mani insieme a Marilena Sasso. Il documentario si è snodato attraverso le riprese effettuate un anno fa, durante i riti della Settimana Santa. Come è nata l’idea del libro, poi trasformato in docu-film, ce lo raccontano in esclusiva per Lanotiziaweb.it Giacomo e Marilena: «Il progetto da cui sono scaturiti prima il libro e poi il documentario è nato dalla figura del protagonista Matteo, che si identifica con la figura importantissima dei riti pasquali, del Rosso Cireneo. Le riprese sono state realizzate lo scorso anno, durante la processione del Cristo Morto del venerdì santo a Cerignola, poi altre riprese sono state fatte a Canosa, Molfetta, Taranto e Bitonto, per dare un particolare ancor più significativo alla storia». Il romanzo, è scritto dai due giovani con tipologia di caratteri diversi, complice (anche) un sodalizio nato per caso: «La nostra collaborazione è nata in circostanze sorprendenti -ci dice Marilena Sasso-: ci conoscevamo da tempo, ma ci siamo reincontrati dopo diversi anni attraverso amicizie in comune. Abbiamo cominciato a lavorare insieme su questo progetto, confrontandoci con i nostri pensieri ed i nostri caratteri diversi, dando poi vita e fattura al romanzo». La serata, presentata dalla collega Rosaria Albanese (responsabile dell’Associazione Culturale Alice che ha sposato il progetto Rosso Cireneo), sottolinea alla nostra testata: «E’ più facile che i nostri lavori abbiano riconoscimenti all’estero che in Italia, dove la cultura è penalizzata e penalizzante, sopratutto al Sud. Comunque tenteremo la strada internazionale: esportare i nostri prodotti, non solo il film. Immaginate in una scena seduti a tavola, la Bella di Cerignola ed i nostri taralli: portare le nostre tradizioni fuori dai nostri confini è importante per tutti noi».