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    Ecco i nomi della nuova segreteria Pd: cambiare tutto per non cambiare niente

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    Si potrebbe sintetizzare tutto con una frase, la solita, ma la riserviamo per la chiosa. Nella serata di ieri si è tenuto in casa Pd la riunione del direttivo, riunione che qualche settimana fa era finita in bagarre. Assente la metà dell’assemblea, i sostenitori di Tommaso Sgarro e lo stesso consigliere, fuori città per impegni. Pochi brevi interventi per motivare nel proprio recinto, ancora una volta, la scelta della Ditommaso quale segretario. «Dar luogo ad iniziative» e «lavorare per ricucire» la linea professata. Una riflessione più ampia l’ha fatta invece Daniele Dalessandro, capogruppo dei democratici in consiglio. «Ho raccontato quanto accaduto in consiglio ed ho poi aggiunto che è necessario riconvocare un nuovo coordinamento. Se questa riunione era necessaria per comunicare segreteria e mettersi subito a lavoro, adesso è necessario vedersi tutti per coordinarci – conclude Dalessandro -, tenendo conto anche degli impegni istituzionali di alcuni».

    Centro della serata è stata la comunicazione della nuova segreteria da parte della segretaria Sabina Ditommaso. Ne faranno parte Maria Dibisceglia (vice segretario), Rocco Dalessandro, Nicola Giordano, Franco Palumbo, Luigi Gaudiero e nel ruolo di tesoriere Giovanni Grieco. Ruolo esterno, definito «tecnico», per Stefano Bifaro, responsabile del tesseramento. «Ha lasciato aperto uno spiraglio la segretaria – dice Dalessandro -, proprio per permettere un eventualmente ingresso di un esponente della minoranza». Eventualità molto remota. Se Ditommaso, Grieco e Bifaro erano già nella segreteria di Sgarro (insieme a diversi giovani, ndr), gli altri – tranne la Dibisceglia – sono stati, a vario titolo ed epoche, dirigenti di partito.

    «Necessario aprire una fase nuova che getti le basi per un progetto politico di centrosinistra dal basso, partecipato e inclusivo – diceva Sabina Ditommaso annunciando la sua candidatura -. Fondamentale recuperare pezzi di Partito e delle liste civiche della coalizione del 2015». A guardare la composizione del direttivo (lato maggioranza) e della segreteria, la situazione pare capovolta. Coloro che si sono avvicinati nel 2015 – militanti e simpatizzanti – sono con Tommaso Sgarro, mentre nel direttivo (lato maggioranza) e nella nuova segreteria non pare esserci apertura. In attesa di smentite nei fatti, la solita frase gattopardiana calza, anche in questo caso, a pennello: «se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi».