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    Cerignola, stalking ai vicini: coniugi liberi per insussistenza dell’ipotesi di reato

    L'accusa risale allo scorso dicembre. I decreti di scarcerazione, firmati dal GIP, sono stati emessi nello stesso mese del 2017

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    Una storia bizzarra e alquanto inusuale quella che è venuta fuori dopo attente indagini delle forze dell’ordine con l’ausilio dell’avvocato difensore dei due coniugi che lo scorso dicembre erano stati raggiunti da ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di aver operato pressioni, anche fisiche, nei confronti di una coppia – vicini d’abitazione – al fine di far andare via di casa gli stessi.

    L’ACCUSA – I fatti, come illustrati dalla Polizia locale a mezzo comunicato stampa, si sarebbero svolti nell’aprile 2017 quando i vicini della coppia si erano trasferiti nelle loro nuova abitazione. Di Benedetto Vincenza era stata posta ai domiciliari per atti persecutori, così come il marito Petruzzelli Giuseppe. La famiglia offesa – si leggeva nel comunicato stampa – aveva incominciato a ricevere insulti, aggressioni fisiche e intimazioni a lasciare l’abitazione da parte dei coniugi imputati. Così pressanti erano state le minacce che la famiglia offesa, anche per tutelare le figlie minori, aveva deciso di abbandonare la nuova casa. Nel settembre 2017 il Petruzzelli, incontrato il vicino di casa all’ingresso di un istituto di credito di Cerignola, lo aveva minacciato per farsi consegnare la somma di mille euro e, di fronte all’inerzia dell’uomo gli aveva sferrato un violento pugno.

    LA DIFESA – Oggi, attraverso il proprio legale di fiducia, l’avvocato Francesco Santangelo, i coniugi imputati fanno sapere di aver sporto formale querela a danno degli accusanti. Infatti, proprio l’avvocato ha rimarcato come il reato di stalking presuppone che ci sia da una parte uno o più “carnefici” e dall’altra una vittima, mentre in questo caso specifico ci si trova – rifacendosi alle tesi della difesa – davanti a una reciprocità di comportamenti da parte di indagati e parti offese, a causa di un difficile rapporto di vicinato. Inoltre, come confermato negli interrogatori di garanzia davanti al Gip, dagli stessi imputati, nessun atto persecutorio pare esserci stato, ma “soltanto” pessimi rapporti di vicinato che li avevano portati anche a presentare una serie di querele – oggi al vaglio del Gip – contro le parti offese. Anche la questione riguardante i soldi che, secondo l’accusa, erano stati estorti nel settembre dal Petruzzelli, vede una versione diversa da parte del diretto interessato che asserisce di aver fatto insonorizzare il proprio appartamento per via dei rumori e che aveva invitato il vicino, in quella occasione, a fare lo stesso col suo appartamento per poi dividersi le spese. «Con provvedimento del GIP presso il Tribunale di Foggia, del 27/12/2017 per Dibenedetto Vincenza e del 30/12/2017 per Petruzzelli Giuseppe, è stato revocato il provvedimento di cattura per insussistenza dell’ipotesi di reato così come inizialmente attribuita – precisa il legale -. Tanto a seguito degli interrogatori dei due indagati e della copiosa documentazione prodotta che, come detto, ha consentito al G.I.P. di revocare immediatamente il provvedimento cautelare, disponendo l’immediata liberazione dei prevenuti».