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    Cinque anni fa si votava per il Sindaco. Alla fine vinsero Metta… e le infiltrazioni mafiose

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    Cinque anni fa, il 31 maggio 2015, Cerignola era chiamata a scegliere il suo nuovo Sindaco. Ebbe luogo il primo round dei due che videro alla fine vincitore Franco Metta, il primo Sindaco commissariato per infiltrazioni mafiose nella storia di Cerignola.

    Una storia cominciata sotto il vessillo del “Cambiamento”, tristemente conclusasi, dopo abbandoni e defezioni varie, con l’intervento dello Stato. Ma torniamo a cinque anni fa, a quando Cerignola il 31 maggio scelse Tommaso Sgarro, giovane candidato di un centrosinistra unito, con il 43,03% (12.166 preferenze). Metta prese solo il 33,15% (9371 preferenze). Quasi il 16% a Vitullo (4512 preferenze). Dieci punti di distacco che evaporeranno al ballottaggio, quando, come ha ricordato Antonio Giannatempo, intervenendo in una trasmissione televisiva mesi addietro, il patto tra “mafia e politica” (probabilmente) si era già consumato. «Credo che al ballottaggio si sia vista gente a votare che forse probabilmente non ha mai votato. Quindi qualche cosa stava già succedendo nella nostra comunità. Cioè qualche mano lunga dall’esterno si stava muovendo» furono le parole del ginecologo.

    Il 14 giugno fu Franco Metta a ritrovarsi di 10 punti percentuale in vantaggio (e a vincere) su Sgarro, con il centrodestra (fuori gioco) diviso nelle scelte tra disimpegnati e gente pronta ad appoggiare l’ex-missino Metta. D’altronde basta guardare come sono andate le votazioni in consiglio comunale nei successivi mesi per comprendere chi e a che titolo dal centrodestra appoggiò il nome di Metta.

    Adesso la città è commissariata e ancor più frammentata tra chi si è pentito di aver votato in un certo modo e chi invece difende scelte e persone. Ma non è tutto. Se nel 2015 c’erano Metta e Sgarro a contendersi la fascia da Sindaco oggi c’è un puzzle da ricostruire. La “coalizione del Cambiamento” è ridotta a video messaggi del proprio leader dall’esilio a Sant’Elena, il centrosinistra unito, grazie ai protagonismi di alcuni e l’incapacità (politica) di altri, è oramai scomposto. Dal centrodestra non si ha notizia dei forzisti. Le novità dei giorni nostri? Meglio non citarli, forse meglio parlare di riciclo (e non si tratta certo di plastica, ndr). C’è da sperare, per una vera rinascita, che oltre allo Stato, a Cerignola discenda il buon senso su molti e lo Spirito Santo su altri.