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    Come muoversi sui mercati ai tempi del Coronavirus

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    Un trimestre indubbiamente in chiaroscuro per gli investitori, quello che da poco ci siamo lasciati alle spalle. I listini azionari infatti hanno registrato alcune delle loro peggiori performance, tanto in Europa quanto nel resto del mondo. Per forza di cose molti oggi si chiedono dove poter tenere il proprio capitale, in attesa di capire meglio una situazione a tratti ingestibile.

    Chi ha confidenza col mondo della finanza generalmente, continua a mantenere investito il proprio capitale, in linea con gli obiettivi prefissati. La risposta di questo atteggiamento è nell’andamento stesso di questi tre mesi, che non hanno nascosto sorprese in molti casi convincenti. Storicamente infatti le peggiori giornate in borsa si concentrano intorno a quelle che poi diventano le migliori. Difficile, poi, scegliere una strategia con oscillazioni che cambiano di giorno in giorno.

    Risposte ancor più convincenti vengono fornite dal Centro Studi Moneyfarm. Gli investitori che in questo periodo hanno bloccato la propria liquidità stanno correndo il rischio di danneggiare le prospettive per quel che riguarda il rendimento nel medio periodo. Un problema comune a tutti quelli che hanno disinvestito o che si trovano in questo istante nella difficile gestione della liquidità, senza aver peraltro scelte che assicurino garanzie tali da non perdere alcuna opportunità.

    Le opportunità, per chi investe nel medio-lungo termine, sono tutte da cogliere perché tradotte in termini di ritorni attesi e valutazioni, due componenti fondamentali a cui si guarda quando si prende in considerazione la redditività di un investimento. Prevedere le crescite dei mercati non è mai facile ma esistono dei punti perlopiù fissi su cui è già possibile fare affidamento: anzitutto, per quest’anno, la profittabilità delle aziende è sensibilmente calata, come mai prima d’ora; il rapporto che lega prezzo e utili è tornato a livelli sostenibili nel lungo periodo, rispetto ad un inizio anno in cui i mercati erano molto più cari. Significa, in una sola parola, che i prezzi sono scesi più dell’abbassamento degli utili attesi. Infine, i ritorni attesi dell’azionario, nettamente migliorati. Poiché i tassi di interesse sono scesi e il rendimento atteso dell’azionario è aumentato.

    Dati che non sono garanzia di volatilità sui mercati ma sono un invito a guardare al lungo periodo con lungimiranza: per molti investitori sarà tempo di considerare un piano di ingresso sul mercato, magari diviso in più tranches, per ridurre le incidenze del prezzo di carico a favore di una gestione della volatilità nel breve periodo. La recente crisi nasconde al suo interno delle opportunità.

    Può rivelarsi vincente una strategia quanto più diversificata, costruita attorno agli obiettivi e al proprio profilo di rischio. In questo senso calza a pennello una Gestione Patrimoniale, l’approccio migliore per minimizzare i rischi ed ottenere una massimizzazione dei profitti e di tutte quelle opportunità previste dal mercato.