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    Coronavirus, la proposta della Gentile: «ospedali Covid, quarantena rigida, più tamponi»

    L'ex-assessore regionale alla Sanità riflette sul modello attuale, da migliorare per ridurre al minimo le possibilità di contagio

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    E’ intervenuta sull’emergenza sanitaria da Coronavirus l’ex-assessore regionale alla Sanità Elena Gentile. Un contributo, come conferma la stessa piddina, alla gestione dell’emergenza che Michele Emiliano sta affrontando in prima persona. «Il mio non è un esercizio polemico, tutt’altro – ha precisato l’ex europarlamentare -; è il contributo di una professionista con qualche trascorso istituzionale. Lo sforzo della Regione non si discute, ma il modello non mi convince del tutto. Gli Ospedali sono moltiplicatori di contagio. Quello che sta accadendo in Puglia e in Provincia di Foggia ne è la prova. Dunque il modello Ospedale Covid-19, ospedali totalmente dedicati ai pazienti sintomatici andava preso come riferimento organizzativo. Bene la Provincia di Bari, al contrario la Provincia di Foggia dove la confusione organizzativa è evidente e ogni presidio ospedaliero diventa un cluster di Covid-19».

    Il suggerimento della Gentile va innanzitutto alla gestione della quarantena, che se ben fatta, se ben attuata, può davvero ridurre le possibilità di contagio. Al contrario sarebbe l’ennesimo pericolo nell’intera emergenza. «L’isolamento, la quarantena sono il presidio più efficace – afferma la pediatra cerignolana -, l’arma più potente per contrastare il dilagare del contagio. Non basta raccomandare di rimanere a casa. Bisogna evitare che le abitazioni dei pugliesi diventino tanti piccoli cluster. Bisogna prescrivere le regole. Isolamento significa avere a disposizione una stanza singola con servizi igienici dedicati ad ogni inquilino. Fattispecie nella stragrande maggioranza delle situazioni impraticabile. Il contagio intrafamiliare va assolutamente prevenuto. Per questo mi sono permessa di suggerire la scelta dell’Hotel Covid. Apprendo oggi che in Lombardia ed in Emilia questo modello partirà entro la fine di questa settimana».

    In più vi è l’esigenza di effettuare più tamponi, soprattutto per individuare in tempi brevissimi gli asintomatici che potrebbero diffondere il virus. «Sono convinta che il modello della regione Veneto vada considerato tra i migliori. Dall’ospedale Covid allo screening che replica il modello della Corea del Sud per l’estensione dei tamponi ad un numero maggiore di persone. Individuare il maggior numero di soggetti positivi, obbligarli alla quarantena. Cosi si spengono i focolai, si limitano i contagi e quindi si evita di sovraccaricare gli ospedali. Impossibile? Non credo. A Vo’ il modello è stato sperimentato con successo. Incomprensibile la decisione di limitare il numero di tamponi anche in Puglia. Ora fortunatamente si sta facendo marcia indietro. Nel frattempo attenzioni e risorse sono state concentrate nella ristrutturazione di spazi ed acquisizione di tecnologie senza pensare ad implementare la filiera della diagnostica di laboratorio. Per l’analisi dei tamponi ma anche per il dosaggio degli anticorpi su prelievo ematico cosi come previsto dalla Regione Toscana» rilancia l’ex-assessore regionale.

    «Quello che sta accadendo nelle altre regioni dovrebbe essere un campanello di allarme che non può non essere avvertito per evitare nuovi cluster diffusi sul territorio – aggiunge poi la Gentile -. Abbiamo al Sud avuto un vantaggio temporale rispetto alle regioni del Nord ed anche la possibilità di fare tesoro degli errori e delle sottovalutazioni degli altri per migliorare l’organizzazione dei servizi anche utilizzando le nuove tecnologie. In Puglia possiamo contare su competenze ed esperienze di altissimo livello, già al servizio dei cittadini pugliesi. Anche sul profilo delle competenze manageriali, che dovrebbero essere maggiormente coinvolti. Vorrei abbracciare tutti gli operatori del sistema sanitario, della protezione civile. E ringraziare in modo particolare quelli che in questi giorni hanno affrontato quasi a mani nude un’emergenza straordinariamente fuori dal comune» conclude Gentile.

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