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    Covid: il governo valuta Italia zona rossa o arancione nei giorni festivi

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    Il governo valuta un irrigidimento delle misure anti contagio nei giorni festivi e prefestivi: l’idea sul tavolo è quella di rendere tutta l’Italia zona rossa o arancione nelle giornate più a rischio, permettendo però uno specifico allentamento per i piccoli Comuni. Si valuta una deroga che dia, a chi abiti in città sotto i 5000 abitanti, la possibilità di spostarsi anche fuori dal Comune entro i 30 chilometri. E’ quanto si apprende da fonti di governo al termine della riunione dei capi delegazione sulle misure anti contagio nei giorni festivi. Una decisione non è ancora presa: una valutazione si farà domani, nel confronto con il Cts. Ma viene data per acquisita la scelta di consentire una possibilità di spostamento il 25, 26 dicembre e l’1 gennaio fuori dal territorio comunale, a chi abiti nelle cittadine più piccole.

    L’ipotesi, a quanto apprende l’ANSA al termine della riunione dei capi delegazione, è adottare norme omogenee in tutta Italia, con un irrigidimento delle disposizioni come annunciato anche dalla Merkel in Germania, per evitare la terza ondata. Non si sarebbe entrati nello specifico delle misure, anche perché si vuole attendere l’incontro previsto con il Cts. Un’altra riunione tra i capidelegazione della maggioranza, il Cts e la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese è infatti in programma domani. Secondo quanto si apprende l’incontro, su proposta del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, ha l’obiettivo di fare il punto sulla situazione attuale dal punto di vista del rischio sanitario e capire se ci sono preoccupazioni particolari connesse al rischio di assembramenti in vista dei prossimi giorni. “Coerenza”. E’ la linea della ministra di Iv Teresa Bellanova. “Confrontiamoci con la comunità scientifica e decidiamo misure coerenti e comprensibili”, è la sua posizione. “Anche più restrittive di quelle attuali, se necessario, ma comprensibili. Perché solo così i cittadini saranno indotti a rispettarle”. Bellanova – viene ricordato – aveva posto questo tema sullo stop agli spostamenti a Natale e Capodanno che, mentre blocca i Comuni, magari per distanze inferiore al chilometro, consente di muoversi nelle città, spesso a distanze ben più grandi.

    “Si può ragionare su alcune deroghe per piccoli comuni”, anche sotto i cinquemila abitanti, “ma devono rimanere piccole eccezioni alla linea del rigore e della fermezza che deve essere centrale”. Così fonti 5S ribadiscono la posizione del Movimento. Dai cinquestelle si esprime inoltre soddisfazione per la posizione assunta nelle ultime ore dal Pd che ha chiesto una stretta ulteriore anche se, viene sottolineato, negli ultimi giorni ci sono stati troppi “ondeggiamenti” da parte dei Dem, che hanno assunto almeno 3 diverse posizioni. “Le misure del Governo stanno funzionando. Malgrado questo, il numero di vittime è drammatico cosi come il numero complessivo dei positivi. Ora bisogna fare di tutto per non disperdere questi risultati. Per questo, alla luce di un sicuro aumento del rischio di assembramenti dovuto al periodo delle festività e alle raccomandazioni alla prudenza e responsabilità del Cts, occorre valutare l’adozione di nuove misure che garantiscano il contenimento dei contagi”. È quanto emerso oggi nel corso di una riunione dei ministri Pd con i capigruppo di Camera e Senato, il segretario Zingaretti e vicesegretario Orlando.

    Le ipotesi di deroghe sugli spostamenti interessano oltre 10 milioni di italiani che vivono in piccoli comuni con meno di 5mila abitanti che sono circa il 69% del totale dei comuni italiani. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti/Fondazione Divulga in riferimento all’ipotesi di superare il divieto agli spostamenti per le aree limitrofe ai piccoli comuni a Natale, Santo Stefano e Capodanno.

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