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    Detriti e spazzatura per strada: nella Terravecchia regna il degrado ambientale | Foto

    L’area dell’ex “Albergo Moderno” attende da dieci anni un’azione di recupero, mentre per i vicoli del centro storico si creano piccole discariche

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    Come accade da qualche anno, tra pochi giorni i vicoli della Terravecchia verranno riempiti dai numerosi visitatori del villaggio di Natale, ormai un appuntamento fisso nel centro storico. Come accade da qualche anno, le luci e i colori delle luminarie e degli addobbi strideranno con il degrado cui versa il quartiere, che da tempo deve fare i conti con una vera e propria emergenza ambientale. Un’emergenza che riguarda soprattutto il piazzale dove sorgeva l’ex “Albergo Moderno”. Sono passati più di dieci anni da quando lo stabile è stato abbattuto. Un tempo lungo, durante il quale, però, il paesaggio alle porte del borgo antico non è cambiato. Anzi, sembra essersi ormai cristallizzato a quando i macchinari hanno smesso di lavorare e rimosso (quasi) del tutto le macerie.

    Fino a quest’estate non c’era stato alcun intervento per bonificare l’area e il piazzale, di proprietà di una nota imprese edile locale, nel frattempo era diventato un parcheggio, una discarica a cielo aperto piena di spazzatura, polvere di detriti edili che col vento entrava nelle case vicine, arbusti, topi, ratti e serpi, addirittura un deposito di merce rubata. Questa la situazione a giugno del 2022, quando una rappresentanza degli abitanti del quartiere, ormai esasperati, riesce ad avere un incontro con l’amministrazione comunale. Di lì a qualche settimana qualcosa si muove: vengono portate delle aiuole per inibire il parcheggio, montati dei fari per illuminare l’area e la ditta proprietaria del terreno provvede a bonificare e murare quegli anfratti che erano diventati discarica e deposito abusivi. Passi in avanti. Una serie di interventi che, nei piani del Comune, dovevano essere solo provvisori perché prodromici alla realizzazione di una piazza proprio laddove sorgeva l’ex “Albergo Moderno”.

    Ma mancava ancora un passaggio importante, e cioè rimuovere la polvere di detriti che infestava l’area. Agire in tal senso era urgente: da un sopralluogo condotto da un esperto contattato dagli abitanti del rione, sarebbe emersa la presenza di sostanze di derivazione edile nociva per la salute. Il Comune decide quindi di asfaltare temporaneamente l’area sulla quale dovrebbe sorgere la nuova piazza. Le ruspe iniziano a ribaltare il terreno ma poi, senza che venga data una spiegazione esaustiva, i lavori si fermano. Il risultato di questa operazione a metà è controproducente: si iniziano sollevare nuovamente le polveri, creando ancora una volta non pochi problemi agli inquilini delle abitazioni limitrofe. Tutto questo disagio viene segnalato prontamente con una lettera firmata degli abitanti del quartiere e indirizzata all’Amministrazione che, con l’ordinanza n.34 del 19 luglio 2022, intima all’impresa proprietaria del terreno di ripulire l’area e provvedere alla sua pavimentazione in asfalto entro 10 giorni.

    Ad oggi, il termine è inutilmente spirato e dell’intervento promesso non c’è ancora traccia. Tante mail e tante pec sono state inviate agli uffici competenti e i colloqui con i dirigenti di settore non si sono mai fermati, ma, intanto, il vento continua a portare le polveri dentro le case vicine, quando piove queste si trasformano in fanghiglia che si sparge per i vicoli del rione, e ancora l’area viene utilizzata come discarica. Ma l’emergenza dell’ex Albergo moderno non è altro che un tassello di un problema più complesso. Per i vicoli della Terravecchia abbonda la sporcizia e addirittura, in alcune strade, come Vico II° Agostino, si sono creati accumuli di rifiuti infestati da topi e blatte. Una situazione figlia di una scarsa pulizia dei vicoli del centro storico. I residenti infatti lamentano di non vedere una macchina idropulitrice da anni, ma solo qualche spazzatrice in prossimità della festa di San Luigi. Pochi giorni fa l’area è stata igienizzata e pare il Comune stia valutando un intervento di bonifica definitivo, nella speranza dei residenti che, a differenza di quanto accaduto alle porte della Terravecchia, si arrivi a una soluzione in tempi rapidi.

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