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    Medico: ti conviene essere dipendente o libero professionista?

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    Sei ufficialmente un medico e ti trovi davanti ad un bivio: aprire la Partita IVA come libero professionista o svolgere l’attività come dipendente? Ovviamente, come puoi immaginare, non esiste una risposta unica a questo dubbio. Infatti, la scelta tra libera professione e lavoro dipendente è strettamente personale e, di conseguenza, possiamo solo limitarci ad analizzare i benefici e gli svantaggi in modo oggettivo.

    Professione del medico: qual è la migliore soluzione per te?

    Avere la Partita IVA porta con sé dei vantaggi, ma anche dei lati negativi. Infatti, dover pagare da solo le proprie tasse, non avere la possibilità di quantificare con esattezza i propri guadagni o, ancora, non poter guadagnare nulla in caso di malattia o ferie sono fattori che spaventano molte persone che si avvicinano alla libera professione. Tutti noi sappiamo bene che mansioni svolge un medico e, ancora di più con la pandemia, questa figura ha assunto un ruolo di primo piano nella nostra società. Tuttavia, è bene essere a conoscenza delle differenze tra le diverse tipologie contrattuali che possono avere i medici. Infatti, abbiamo sia quelli che lavorano nel settore privato, sia nel settore pubblico, sia dipendenti che con Partita IVA. Andiamo a scoprire tutte le diverse tipologie contrattuali che hanno i medici in Italia. La prima casistica che andiamo a vedere è quella del medico che svolge un’attività di lavoro dipendente, sia nel settore pubblico che in quello privato. Si tratta di medici assunti come dipendenti, nel primo caso in strutture pubbliche (come le ASL) e nel secondo caso in strutture privare (come cliniche o ambulatori). Poi abbiamo medici che svolgono due tipologie di attività:

    • Intramoenia, ossia medici assunti nel settore pubblico che affiancano alla loro normale attività altre prestazioni lavorative, eseguite all’interno degli stessi enti locali al di fuori dell’orario lavorativo.
    • Extramoenia, ossia i medici del settore pubblico che svolgono prestazioni presso strutture private. In questo caso parliamo di un vero e proprio secondo lavoro, che viene assimilato alla libera professione.

    Infine, abbiamo i medici che svolgono un’attività privata con la Partita IVA e, come sappiamo, viene inquadrato come libero professionista.

    Quando un medico deve aprire la Partita IVA?

    Ora che abbiamo visto quali sono le diverse possibilità per chi svolge il lavoro di medico, avrai sicuramente le idee più chiare sulle tue possibilità. Nonostante dovrai pagare le tasse da solo, con la Partita IVA puoi godere di una maggiore autonomia decisionale e potrai organizzare i tuoi turni di lavoro come meglio credi. Dunque, se svolgi solo attività da dipendente pubblico o privato, oppure intramoenia, non devi aprire la Partita IVA. Al contrario, se vuoi svolgere attività che rientrano nella libera professione dovrai aprirla per forza. Attenzione: come abbiamo sottolineato in precedenza, nelle attività che vengono considerate “libera professione” rientrano anche quelle extramoenia.

    Cosa devi sapere per aprire la Partita IVA come medico?

    La tua scelta è la Partita IVA? Allora dovrai necessariamente rivolgerti ad un consulente fiscale che possa consigliarti le alternative migliori per la tua attività. Infatti, durante l’apertura della Partita IVA dovrai compiere delle scelte che andranno a riflettersi automaticamente sul tuo business e sui tuoi guadagni futuri. Alcuni esempi sono il codice ATECO, ossia una combinazione numerica che identifica l’attività che svolgi, il regime fiscale e i contributi ENPAM, ossia quelli relativi alla tua cassa previdenziale. Se vuoi, puoi ricevere una consulenza gratuita e senza impegno da un consulente fiscale di Fiscozen, per poter valutare se ti conviene lavorare come dipendente o come libero professionista.