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    Vandalizzato presepe della parrocchia del SS. Crocifisso a Cerignola: sdegno da parte della comunità

    «Città malata», il commento dell'associazione Noi. «Difficile scusare gesti del genere», le parole sui social della parrocchia

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    Nella scorsa notte, ignoti hanno vandalizzato e distrutto la scena della Natività allestita nei pressi della parrocchia del SS. Crocifisso (comunemente nota come Convento) a Cerignola. Manichini e componenti del presepe completamente divelti e messi a soqquadro, con la scoperta in prima mattinata dell’accaduto. «Qual è il motivo di tutto questo?…ragazzi annoiati che non sapevano cos’altro fare questa notte?…ragazzi ubriachi che non erano consapevoli di cosa stessero facendo?…giovani adulti che non hanno condiviso un messaggio “provocatorio” e cioè scuotere i nostri cuori, ricordare le atrocità della guerra e soprattutto che Gesù Bambino nasce per tutti? Qualunque sia stata la motivazione non è giustificabile! È difficile scusare gesti di questo genere. Dobbiamo cercare di capire cosa è scattato, o cosa manca, nel cuore di chi ha compiuto questo scempio per andargli incontro e…cambiare il finale. La famiglia, la Chiesa, la società devono aprire gli occhi e lavorare in sinergia, non solo per condannare ma per far capire cosa è giusto e cosa non lo è, e attivare comportamenti degni di una società civile», questo il testo pubblicato sui canali social dalla Parrocchia del SS. Crocifisso nel quale si affida lo sdegno per il vile gesto.

    Solidarietà e ferma riprovazione arrivano anche dall’associazione Noi-Comunità in movimento, in una breve nota: «Ci sarebbero mille parole da usare, al cospetto di un presepe distrutto e vandalizzato. Si potrebbero cercare mille significati, formulare mille accuse, avanzare mille ipotesi. Ma oltre a offrire solidarietà piena alla Parrocchia del S.S. Crocifisso, preferiamo rimanere in silenzio. Non come gesto di resa, giammai. Ma come amara sottolineatura di mille errori educativi, sociali e morali che larvatamente ammalano questa nostra amata e odiata città». I sistemi di videosorveglianza della zona potrebbero aver ripreso gli autori del misfatto, ai quali si potrebbe risalire e contestarne l’azione vandalica.