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    In aumento i furti perchè si è più poveri. Anche a Cerignola

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    Esiste spesso un rapporto di inversa proporzione tra furti e povertà. Già perchè, nelle società “socialmente evolute”, il bisogno di avere e potersi permettere “certi lussi” viene prima di tutto. Secondo una definizione diffusa in rete la povertà è la condizione di singole persone o collettività umane nel loro complesso, che si trovano ad avere, per ragioni di ordine economico, un limitato accesso a beni essenziali e primari, ovvero a beni e servizi sociali d’importanza vitale. Nel caso di Cerignola, ma anche di molte altre città, si è poveri non quando non si accede a beni essenziali e primari, ma quando non si può mantenere un certo livello sociale, uno standard, molto spesso fatto in gran parte di apparenza.

    Con la crisi economica, la disoccupazione e il costo della vita che cresce, i furti aumentano. Sopratutto i piccoli furti. Quello di un computer o la rapina dalle tasche di un coetaneo di 20 euro. Si rischia per permettersi una camicia in più, una “bevuta” in più o una “striscia bianca”. Le risse e il clima teso sono solo conseguenze di tutto ciò e/o atti di legittimazione di uno pseudopotere che non è fatto più di lotte tra clan, ma di “atti criminali” per vivacchiare nello standard cittadino. Il tema sicurezza, argomento caldo in città, non può trovare soluzione nel limitato impegno delle istituzioni, degli amministratori o delle forze dell’ordine. Ancora una volta la sterzata dev’essere culturale e sociale.