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    La Notte Bianca…degli esclusi: i commercianti accusano, gli organizzatori rispondono

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    E’ già passata una settimana ma “La notte bianca” dello scorso sabato ha diviso la città tra soddisfatti e insoddisfatti, ma soprattutto ha sollevato un polverone tra i commercianti, coloro che aspettavano questo evento, e che non hanno certo tardato a far sentire le proprie lamentele. Logisticamente l’evento quest’anno ha occupato il Corso Aldo Moro, dal Duomo fino alla stazione Agip. Diversi, tra i commercianti coinvolti, hanno lamentato una cattiva organizzazione, sopratutto perchè l’evento, un po’ per la temperatura un po’ per gli spettacoli previsti, ha avuto vita breve tradendo la parola “notte”. Ovviamente organizzando un evento ci si espone a critiche, legittime o meno, che fanno parte del gioco. Ma la cosa non finisce qui. I veri delusi sono i commercianti di Corso Gramsci e parte di Corso Garibaldi, così come quelli di Piazza Mercadante e di viale Roosevelt.

    Alla Confcommercio è stata inoltrata una petizione da parte dei commercianti di corso Gramsci e corso Garibaldi, circa una trentina di esercizi, che lamentano il mancato coinvolgimento in tale evento, considerato che la manifestazione ha anche avuto il patrocinio dell’Amministrazione Comunale. «Quest’anno – afferma Vincenzo Specchio, Presidente della Confcommercio in esclusiva a lanotiziaweb.it – nessuno è passato a chiederci la disponibilità a partecipare. Da commerciante, ma sopratutto da Presidente della Confcommercio, mi sento in dovere di dar voce e di tutelare tutte quelle attività che sono state volontariamente escluse dalla manifestazione. E non parlo solo della parte vecchia del corso. So anche del mancato coinvolgimento dei locali in piazza Mercadante, delle attività di viale Roosevelt, viale Fratelli Rosselli e via Pavoncelli». E giunge anche la conferma di uno dei gestori dei locali di piazza Matteotti. «Siamo stati esclusi dalla Notte Bianca – afferma il gestore -, nessuno ci ha contattati, come invece è successo gli scorsi anni».

    L’accusa è di quelle forti ed ha come destinatari, oltre all’amministrazione comunale anche i ragazzi di PiGreco, l’associazione promotrice dell’evento. Che però non ci stanno a passare per gli ‘estromissori’ di turno. Anzi, rispediscono le accuse al mittente. Lo fanno attraverso le parole di Giuseppe Schiavone, membro dell’associazione e già organizzatore delle precedenti edizioni, che, raggiunto da lanotiziaweb.it, dà la sua versione dei fatti:  «La Notte Bianca è finanziata in gran parte dalle attività commerciali. Se in determinate zone della città, come corso Gramsci, ci sono 4 negozi in 300 metri, col contributo degli stessi non si riesce a realizzare molto. I precedenti anni abbiamo investito le risorse recuperate in zone più dense dal punto di vista commerciale per poi destinarle a zone con meno attività. E nonostante tutto non sono mai mancate le polemiche. Quest’anno ci siamo concentrati in zone più commerciali. Tuttavia, proprio quando è stato sollevato il problema, a tre giorni dalla manifestazione, abbiamo fatto un giro per i negozi raccogliendo pochissime adesioni. Questo a dimostrazione della reale volontà dei commercianti di quelle zone. Rispetto ai locali invece – continua Schiavone – non abbiamo inteso coinvolgerli direttamente, lasciando a loro la possibilità di organizzarsi un evento in autonomia. E anche questa volta, come successe nel 2009 in cui ogni locale aveva la propria musica, non sono riusciti a mettersi d’accordo. Infine – conclude il rappresentante di PiGreco – in strade come viale Roosevelt o viale G. Di Vittorio gli scorsi anni abbiamo anche provato a fare delle iniziative, ma mai soddisfacenti per i commercianti». Da una parte alcuni commercianti, dall’altra i giovani associati. Nel mezzo una amministrazione che, garantendo il patrocinio comunale, è per forza di cose chiamata in causa: «Noi abbiamo dato soltanto gli indirizzi politici – dichiara Gianvito Casarella, presidente della ‘Commissione Cultura’ – senza permetterci, com’è giusto che fosse, d’intervenire nelle scelte organizzative dell’associazione PiGreco. Il Comune si è limitato ad offrire il suo appoggio in termini di ‘servizi’, a cominciare dalla defiscalizzazione del suolo pubblico».