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    Vetri infranti alla Pavoncelli: e mo’ chi glielo dice a Mantovano?

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    Era stato forse l’unico spiraglio di concretezza nella parata istituzionale che lo scorso 26 settembre, durante il vertice sulla legalità presso il Teatro Mercadante, il sottosegretario all’Interno aveva regalato ad una platea sonnecchiosa e a studenti con domande pre confezionate. “Vi saluto – concludeva Mantovano – anche perché tra poco, assieme al prefetto di Foggia, avremo una riunione del Comitato sull’Ordine pubblico per concertare l’azione sul territorio. Sarà anche quella l’occasione per definire l’immediata operatività del sistema di videosorveglianza, che già il sindaco sollecitava”. Ecco appunto…il sistema di videosorveglianza. E’ lui il “grande assente” anche nell’ultimo caso di vandalismo cittadino, quello che ha preso di mira la Scuola Pavoncelli, nella notte tra il 26 ed il 27 di settembre. Una “vittima sacrificale”, la Pavoncelli, già bersaglio in passato delle attenzioni degli Attila locali. Circa una quarantina, a partire dallo scorso novembre, le spedizioni corsare. Sconfortante la “reazione” (si fa per dire) messa in campo dalle istituzioni. In data 6 aprile la stessa Scuola statale aveva ospitato un incontro tra l’Amministrazione Comunale, dirigenti, docenti e genitori degli alunni, al termine del quale il sindaco Giannatempo affermava: “Abbiamo ribadito che la scuola non è abbandonata a se stessa ma al contrario vogliamo tutelarla in ogni modo: l’uso delle telecamere ci consentirà di rendere molto più dura la vita ai malintenzionati, perché d’ora in poi tutto quel che avviene nell’area in questione sarà documentato. Chi sbaglierà pagherà”. Anche il “fido scudiero” Reddavide mostrava il volto intransigente della Legge: “Sospettiamo che tra gli autori degli innumerevoli atti teppistici ci siano anche minorenni con meno di 14 anni e dunque non perseguibili penalmente. Nel caso in cui questi venissero colti sul fatto, ci rivarremo sui loro genitori, senza perdere un minuto di tempo. Saranno loro a rifondere interamente i danni provocati dai figli che non sono stati capaci di educare”. Inutile dire che durante quell’incontro l’Amministrazione si era impegnata nella riattivazione delle telecamere, nel collegamento tra il sistema d’allarme e la centrale operativa della società di vigilanza “Argo” e nell’intensificazione dei controlli da parte della Polizia Municipale. Ecco perché il “caso Pavoncelli” (come emblema sintomatico della questione sicurezza a Cerignola) sarà tirato per i capelli all’interno del Consiglio Comunale. A farlo sarà il movimento politico La Cicogna, con una apposita mozione, che tra i suoi principali “idetaori” ha avuto Gianluca Pignataro, dirigente del movimento e con alle spalle una esperienza lavorativa, nell’ambito dei progetti Pon, proprio alla Pavoncelli: “Ogni vetro rotto ci viene a costare 250-300 euro – dichiara Pignataro a lanotiziaweb -, in totale per ripararli si saranno spesi almeno 50.000 euro. Sarebbe stato sicuramente più saggio spendere quei soldi per attivare il sistema di videosorveglianza. Tra l’altro, oltre a non investire, si è stati capaci anche di togliere la telecamera posta sul tetto della Scuola Aldo Moro che riprendeva proprio l’ingresso della Pavoncelli”. E mo’ chi glielo dice a Mantovano che invece di attivarle, le telecamere sono state tolte? Magari glielo potrebbe dire Reddavide…Ah no, quello toglie i semafori. Figurarsi le telecamere…

    9 COMMENTS

    1. Quante ne spara il nostro Sindaco con l’On. Mantovano, meno male che queste cose si dicono…Brava redazione…

    2. Il mio commento non è inerente all’articolo summenzionato, ma intervengo perchè sono una studentessa che ha partecipato al vertice nazionale della legalità! ci tenevo a precisare che magari UNA PARTE delll’uditorio sonnecchiava, ma ce n’era un’altra di parte, seppur in minoranza, che era attenta a ciò che si esponeva e ha apprezzato il fatto che almeno a parole si sia parlato delle problematiche del nostro territorio! mi rammarica dirlo, ma lo sbaglio che voi “adulti” fate sempre (in questo caso specifico mi riferisco a chi ha redatto quest’articolo) è che fate di tutta l’erba un fascio e sottovalutate chi ha dei buoni propositi o per lo meno è interessato in merito a un dato argomento! inoltre io sono stata una degli alunni che sono intervenuti, e francamente il mio non era un commento confezionato, ma frutto della sincerità, cultura e voglia di cambiare qualcosa! grazie

    3. Cara Pia, a prescindere di chi abbia partecipato o meno all’incontro, resta il problema degli attacchi subiti dalla scuola Pavoncelli…che bisogna risolvere… Non ho dubbi che tu, durante l’icontro, sia stata attenta e, questo ti fa onore!
      Non distogliere l’attenzione sul problema che attanaglia la scuola Pavoncelli, perchè è quello che vogliono i nostri amministratori!!! Il vetro che rompono alla scuola lo paga il Comune, ossia io, tu e tutti i cittadini….
      Chi ha scritto l’articolo voleva porre l’importanza sui “fatti” e non sulle presenze o meno….Un saluto.

    4. Ho letto l’articolo. Sono allibito. Non posso pensare che quanto è scritto possa risultare verità.. Abbiamo davvero danni per 50.000 euro perchè non abbiamo correttamente vigilato? Grate alle finestre no? (magari prima che le rompessero..). Non ci posso credere..

    5. Cosa c’entrano le istituzioni??? mica è colpa di mantovano o del sindaco se i nostri figli sono maleducati e vandali….. il problema va risolto alla radice e non solo mettendo le telecamere……….

    6. Intanto mi pare che nell’articolo si fa riferimento ad una attività di prevenzione e vigilanza già esistente “da riattivare” per cui evidentemente erano stati acquistati e installati congegni di vigilanza poi non utilizzati (tanto non abbiamo problemi di budget).
      Poi, sono d’accordo, che il problema va risolto alla radice con adeguati percorsi formativi ed educativi nel sociale(di cui però non mi sembra ci sia ad ora alcuna traccia), ma in attesa di questo, visto che ci sono stati già molti episodi di vandalismo e di danneggiamento, consentire senza alcuna tutela a piccoli (o grandi) vandali di fare danni pare addirittura per 50.000 euro mi sembra “sconsolante”.
      Anche perchè quei soldi li paghiamo tutti noi. E di questi tempi forse potrebbero essere usati meglio.

    7. Buongiorno,
      ritengo che il problema sia solo un atto di semplice ” vandalismo “. E’ una scomessa tra i ragazzi che poi si vantano dell’operato con l’amico o la fidanzatina. Era lo stesso fenomeno delle auto bruciate solo per puro divertimento. Se si è giunti a tal punto l’unica soluzione è far rifondere completamente i danni alla famiglia dei vandali…il problema è individuarli…e se poi la famiglia non ha nessun reddito e quindi non paga nulla…che si fà…per quanto riguarda il percorso formativo si dovrebbe partire da subito con assoluta continuità e forse tra due tre generazioni si otterrebbe qualche risultato…

      • L’importante è far passare il messaggio che il crimine non paga mai!!!!
        Le telecamere FUNZIONANTI almeno fungono da deterrente…
        Inoltre, la formazione di un ragazzo deve, necessariamente, passare dalla famiglia e non deve essere DELEGATA alla scuola.
        La scuola, le parrocchie, i centri sociali devono AFFIANCARSI alle famiglie e non SOSTITUIRLE…..

    8. Sono d’accordo con lei, sing. Duccio per quanto riguarda il problema della scuola! infatti avevo premesso che il mio intento era semplicemente quello di precisare un aspetto di quest’articolo che non mi convinceva molto e non mi è passata minimamente l’idea di distogliere l’attenzione su quest’accaduto increscioso! però leggendo l’articolo non ho potuto non commentare, e credo sia un mio diritto farlo! è come se mi fossi stata accusata ingiustamente e categorizzata soprattutto ingiustamente! credo che anche a lei possa dare un certo fastidio quando etichettano noi cerignolani come ignoranti e landruncoli per antonomasia! ecco, questo è quello che mi sono sentita di fare! grazie per l’ulteriore precisazione . . saluti anche a lei

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