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    Metta su Ecocapitanata e Ladisa: “città circondata da inquinamento. Ora è il momento di battersi”

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    Pubblichiamo di seguito una nota di Franco Metta su Ecocapitanata e Ladisa. Ecco il documento completo.

    ECOCAPITANATA E LADISA
    BUGIE ED APPROSSIMAZIONE.

    C’è un limite a tutto. Non è più tollerabile questa indegna mistificazione di fatti, così importanti per la città, per la salute dei cittadini, specie di quelli più giovani ed indifesi. Ecocapitanata si avvia trionfalmente alla riapertura (e Giannatempo, se è uomo d’onore, si dovrà dimettere, come ripetutamente promesso…se……è uomo d’onore…..se….), grazie all’amorfo e moscio atteggiamento di questa amministrazione comunale. Che prima aveva – mistificando – attribuito a sé il merito della chiusura dell’impianto. Nessuno e nulla vieta a Ecocapitanata di chiedere la riapertura. Loro chiedono; il problema non è la loro richiesta, ma l‘atteggiamento passivo di questa Amministrazione imbelle. La richiesta di riapertura di Ecocapitanata si fonda non su analisi effettuate da enti istituzionali di controllo, ma sulla scorta di quanto certificato da laboratori PRIVATI, interpellati da Ecocapitanata e, ovviamente, PAGATI da Ecocapitanata. Quanto ci possiamo fidare di queste analisi? Poco, io credo. In Consiglio Comunale TUTTI fummo d’accordo che le analisi andassero fatte a spese della Ecocapitanata, ma a cura della amministrazione comunale. Scegliendo istituti pubblici accreditati. Così non è stato! A nulla vale il giudizio dell’ARPA su analisi effettuate da altri laboratori. Non ci basta e non ci soddisfa. Né sono soddisfacenti i metodi con cui queste analisi, molto domestiche, sono state effettuate. Bisognava estenderle alle matrici organiche, non solamente al terreno. Lo capisce o no, Palladino, che stiamo parlando di diossine? La smette o no, di suonare il violino al seguito dell’anestesista che ha come Sindaco? L’atteggiamento della Amministrazione in sede di conferenza dei servizi è stato passivo e accondiscendente. Il super impegnato ingegner Amato non era presente (aveva forse qualcosa di urgente da approvare, vistare, liquidare in favore del solito…..). L’assessore Palladino ha aperto bocca due volte: la prima per dire buongiorno, la seconda per dire arrivederci. Il crono programma autorizzato significa che l’inceneritore sarà rimesso in funzione, per provarlo, a breve. E – dato che le prove previste, preparate, concordate – saranno positive Ecocapitanata procederà spedita versa la Valutazione di Impatto Ambientale e, dunque, verso la riapertura. In sede di conferenza di servizi l’assessore che brana una multiproprietà (a spese mie….aspetta e spera…faccetta nera…..) avrebbe dovuto esternare i dubbi, le preoccupazioni, l’avversità totale della Amministrazione. Si limita a dire, facendo ridere l’universo mondo, che “Ecocapitanata dovrà rispettare tutte le leggi”. Ma come si fa a sparare una ovvietà così ridicola? Come si fa a negare che il Sindaco ha mille possibilità, previste dalla legge, di ostacolare e impedire questo processo; ma in conferenza dei servizi Palladino ha balbettato, accontentandosi; quando avrebbe, invece, dovuto manifestare la avversione politica della collettività cerignolana, facendosi supportare dai contributi tecnici, che avrebbero dovuto essere fortemente critici e fortemente documentati. Invece, aderisce alla politica del grande anestesista: dormite, dormite sereni, tutto va bene! E QUANDO ECOCAPITANATA AVRA’ RIAPERTO? O – INTENDIAMOCI – NEL PIENO RISPETTO DELLE REGOLE………….Con la Ladisa come la mettiamo? Resta lì o se ne va altrove? Se in 20 anni Ecocapitanata è stata controllata una volta, con i risultati che sappiamo, dopo che succederà? Chi controllerà? Palladino? Il nostro assessore, che vuole vigilare (già questo mi terrorizza: affidati alla vigilanza di….Palladino…brrr…brr….) sa che controllare è molto più difficile che opporsi alla riapertura? Sa che avremmo dovuto pretendere che i dati delle emissioni fossero, in tempo reale, trasmessi dall’impianto ad un server autonomo, non nella disponibilità della azienda, per avere dati reali e non esposti a possibili artifici? SA, INFINE, IL NOSTRO ASSESSORE LUMINOSO, SA CHE LE EMISSIONI SI POSSONO CONTROLLARE QUANTO SI VUOLE, MA ALLA FIN FINE, MOLTO, ANZI MOLTISSIMO, DIPENDONO DA CIO’ CHE SI BRUCIA NEL FORNO DELL’INCENERITORE. VOGLIO DIRE. AMMESSI COME PERFETTAMENTE REGOLARI GLI IMPIANTI, AMMESSO E NON CONCESSO, SAREMO SEMPRE A RISCHIO, OGNI QUAL VOLTA A BRUCIARE SARANNO RIFIUTI OSPEDALIERI, PARTICOLARMENTE PERICOLOSI ED INQUINANTI. L’amministrazione al più alto livello, il nostro assessore regionale (assente su questo tema da mesi e mesi…la necessità di tutelare i suoi cavalier serventi ospedalieri la assorbe…..), il nostro assessore provinciale (lo pizzico, così almeno dà segni di vita), i nostri consiglieri provinciali (vogliamo Rino Pezzano con noi, in questa battaglia) perché non si mobilitano? Il problema è anche politico, non squisitamente tecnico. Il problema è una CITTA’ CIRCONDATA DA FONTI DI INQUINAMENTO PERICOLOSE. IN FUNZIONE, IN COSTRUZIONE, IN ATTESA DI RIAPERTURA. Aria, suolo, acqua sono diventati nostri nemici, perché trascurati, abbandonati, agli inquinatori, agli speculatori, che in campagna elettorale sanno a chi staccare un bell’assegno, come la storia di questa Nazione insegna. Il Movimento Politico La Cicogna chiama alla mobilitazione tutti i cittadini. ORA E’ IL MOMENTO DI BATTERSI, NON DOPO, A COSE FATTE! IMPARIAMO DALLA FACCENDA DELL’ALBERGO MODERNO: sulle macerie, tutti a lamentarsi; prima, silenzio! E nel silenzio, i distruttori di questa città continuano instancabilmente nella loro opera. Pronti ad offrirsi (vero, Mattiuccil Valentino?) come futuri riparatori dei guasti provocati. Quando sono Sindaci, non cavano un ragno dal buco……….poi…….. da politici dimenticati e sepolti….sono fervidi procreatori di idee vincenti. A questi, dobbiamo aggiustare il timer.