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    PD, la segreteria lavora al Job Act

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    Quelli che ci separano dall’inizio della prossima settimana saranno giorni di intenso lavoro per il Partito democratico. La segreteria di Matteo Renzi, è infatti, fra le altre cose, all’opera per ultimare il Job Act: documento di rilancio dell’occupazione che sarà presentato intorno al giorno 15/01. Questo, almeno, è quello che ha dichiarato oggi il leader PD che, nel discorso inaugurale del Pitti Uomo a Firenze, è tornato a parlare dei problemi occupazionali, delle linee guida dei nuovi progetti democratici e dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori contro i licenziamenti senza giusta causa. “la discussione sulla norma – l’art. 18, ndr – non è la priorità in questo momento e l’argomentare a proposito di questa non deve avere connotazioni ideologiche. Una sua eventuale riformulazione dovrà servire per dare garanzie a chi negli ultimi venti anni non le ha mai avute.”

    Attenzione per le situazioni di chi non è mai stato garantito e rilancio dell’occupazione alla base delle prossime manovre governative, dunque. Ma non solo. Il sindaco di Firenze si è spinto oltre ed ha svelato le probabili fondamenta del nuovo e ambizioso Job Act. Al centro di questo la riduzione dei costi dell’energia, in Italia più alti del 30% rispetto ai principali paesi concorrenti europei. Non in secondo piano, poi, lo snellimento degli interminabili processi burocratici e l’indicazione di sei settori nei quali, secondo il rottamatore, sarebbe necessario che il Governo intervenga in modo utile e veloce. Sei settori, questi, ai quali anche le precedenti compagini governative hanno dedicato attenzione, sebbene quasi solo in periodo di campagna elettorale. Made in Italy, manifatture tradizionali, industria turistica, cultura, innovazione, tecnologia sono, infatti, da oltre vent’anni temi d’attualità politica e, forse, da ancora più anni affollano le agende di militanti e partiti. La loro discussione si è rivelata, molto spesso, più longeva dei partiti che l’hanno promossa (o riproposta a furor di popolo). Solite promesse, dunque, o punti d’appoggio per una vera rinascita nelle parole di Renzi? E’ prematuro cercare oggi una risposta a tale domanda. Non ci resta che attendere. Aspettiamo di scoprire quali novità la presentazione del Job Act potrà riservarci e, soprattutto se, almeno stavolta, ai propositi di rilancio seguirà il varo di misure adeguate ad onorarli. (fonte www.reuters.com)