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    Aqp sbarca nel settore dei rifiuti: tramite Aseco gestirà la discarica di Cerignola

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    Dal 22 dicembre Acquedotto Pugliese è entrata nel business dei rifiuti. Un ingresso in punta di piedi, tramite la controllata Aseco, che rappresenta il primo passo per la trasformazione di Aqp in una multiutility: un progetto di mediolungo periodo che è legato a doppio filo con l’attività di gestione del sistema idrico integrato. Tre giorni prima di Natale, il presidente Michele Emiliano ha firmato una ordinanza con cui affida ad Aseco, la controllata Aqp che controlla la stazione di compostaggio dei fanghi di Ginosa, la gestione dell’impianto Sia di Cerignola. Si tratta di una discarica con impianto di trattamento «Tmb», di proprietà dei Comuni del bacino Foggia 4, da tempo sotto sequestro e chiusa da ottobre sia per il venir meno delle garanzie finanziarie presentate dal gestore (la fideiussione era emessa da una compagnia bulgara senza licenza), sia per la sospensione dell’autorizzazione a causa del mancato rispetto delle normative ambientali.

    Lo stop della Sia sta provocando gravi difficoltà alla gestione dei rifiuti in provincia di Foggia, che vengono oggi trattati a Massafra. Ecco perché l’Ager (l’Agenzia per i rifiuti guidata da Gianfranco Grandaliano) ha proposto alla Regione un intervento pubblico per riattivare l’impianto: l’ordinanza della Regione ne affida la gestione ad Aseco per sei mesi, con l’obiettivo di completare i lavori di messa a norma che consentiranno di trattare fino a 320 tonnellate al giorno. Ma completata la fase di emergenza, la controllata di Aqp potrebbe subentrare a tutti gli effetti. E qui si innesta il progetto strategico di Emiliano. A ottobre una delibera di giunta ha modificato il piano dei finanziamenti Fsc 2007-2013 in materia di rifiuti. Sono previsti sette nuovi impianti, tutti di proprietà pubblica: un impianto di compostaggio, un impianto per il trattamento del percolato, uno o due per il recupero dei rifiuti da spazzamento e una serie di stazioni di selezione a sostegno della raccolta differenziata.

    L’Ager ha predisposto un bando per la localizzazione degli impianti, che avverrà attraverso una procedura negoziata tra i Comuni interessati e la Regione: poi partiranno i lavori. E l’idea è di far gestire ad Aseco anche questi sette impianti. «La priorità assoluta -spiega Grandaliano – è dare gestione pubblica a un ciclo impiantistico che non sia in contrapposizione al privato ma sia complementare, con l’obiettivo di contenere i costi di trattamento affinché la differenziata crei benefici per i cittadini». I sette nuovi impianti vengono considerati sufficienti a mettere in sicurezza il sistema pugliese, evitando i trasferimenti lunghi e dunque facendo calare le tariffe. È l’approccio opposto rispetto a quello della giunta Vendola, che invece aveva affidato ai privati – tramite gli Ato – la realizzazione delle infrastrutture. Ma perché Aqp? L’idea di Emiliano è che l’ingresso nei rifiuti rafforzerà l’Acquedotto nel medio periodo. Intanto perché ne ribadirà la natura pubblica di società a servizio del territorio. E poi perché dopo il 2020, al termine della programmazione dei fondi strutturali, Aqp dovrà finanziare il piano degli investimenti nel servizio idrico con fondi propri. Non potendo gravare troppo sulle tariffe, avrà bisogno di un’altra strategia per aumentare gli utili: la gestione dei rifiuti si presta esattamente a questo scopo, anche perché è già prevista dallo statuto di Acquedotto che negli anni si è dovuta misurare con il problema del compostaggio dei fanghi di depurazione. Dopo il progetto dell’Acquedotto del Mezzogiorno (una norma della legge di Stabilità apre all’ipotesi di subentrare come gestore idrico nelle altre regioni del Sud), arriva dunque quello della multiutility. Ma anche lo sbarco in Albania, con Aqp pronta a portare il proprio know-how tecnico nel Paese delle Aquile.

    Massimiliano Scagliarini
    La Gazzetta del Mezzogiorno (27.12.17)

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