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    Cerignola, Agnese Moro ha incontrato la comunità parrocchiale di Sant’Antonio di Padova

    La figlia dello statista ha raccontato l’Aldo Moro privato, in un itinerario fatto di fotografie e aneddoti

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    Ha avuto luogo nella serata di martedì 6 giugno, presso la Parrocchia di Sant’Antonio di Padova a Cerignola, l’incontro dal titolo «Aldo Moro, mio padre». Protagonista è stata Agnese Moro, figlia dell’ex Presidente del Consiglio Aldo, rapito e assassinato dalle Brigate Rosse il 9 maggio 1978, dopo 55 giorni di prigionia. Ricevuti gli onori di casa del parroco Don Carmine Ladogana, che ha ricordato una visita di Aldo Moro a Cerignola nell’aprile del 1958, in occasione del decimo anniversario delle prime elezioni dell’Italia repubblicana, l’illustre ospite ha accompagnato il numeroso uditorio in un percorso alla scoperta dell’Aldo Moro privato, attraverso una serie di fotografie con relativi curiosi aneddoti. «Parlo di mio padre così come l’hanno visto i miei occhi, attraverso il mio modo di guardarlo. Per tutti Aldo Moro è un politico, una figura che ha lavorato tanto per il bene del Paese. Per me è mio padre, come tale l’ho guardato per 25 anni della mia vita e lo guardo ancora», ha affermato Agnese Moro. Scatti che ritraggono momenti vissuti in famiglia e raccontano di un padre affettuoso, gentile, che cerca sempre di insegnare qualcosa ai figli, ma anche di un uomo che non cessa di impegnarsi nel proprio lavoro, di adempiere alle sue proprie responsabilità anche quando è con i suoi cari.

    Fra le fotografie a destare più curiosità c’è quella in cui Aldo Moro è con sua figlia in spiaggia indossando giacca, cravatta e pantaloni lunghi, a dispetto delle temperature estive: «Questo perché un uomo delle Istituzioni deve rappresentare l’Italia e gli italiani sempre con la massima dignità». Il percorso prosegue con foto che catturano passeggiate della domenica dopo la Messa, gite in barca o momenti delle festività natalizie: «Mio padre non è mai stato particolarmente bravo con i lavori manuali, ma sapeva fare bene il presepe. E lo faceva sempre, tutti gli anni». Non mancano, tuttavia, scatti che riportano l’Aldo Moro uomo pubblico, ad esempio nei suoi affollati comizi: «Gli italiani sono stati sempre presenti nella vita di mio padre e questa importanza l’ho percepita fin da piccola. Aldo Moro faceva politica in mezzo alle persone». Una delle fotografie più significative in tal senso ritrae il più volte Ministro, che incontra in piazza gente comune, accompagnato da due uomini della sua scorta, figure importanti anche nei ricordi di adolescenza di Agnese Moro: sono Oreste Leonardi e Domenico Ricci, fra le vittime dell’agguato di via Fani.

    Non può mancare il riferimento all’Assemblea Costituente, di cui Moro è stato una delle colonne portanti. Fra le foto conservate da sua figlia Agnese c’è quella della carta intestata della Costituente, carta ricavata con un timbro sovrapposto a quella dei Fasci e delle Corporazioni: come a voler cancellare con un gesto una delle epoche più buie della nostra storia. «L’Assemblea Costituente fu il luogo dove si è creata la possibilità di un Paese diverso – testimonia la figlia dello statista -. Alcuni degli articoli più importanti della Costituzione nascono dalla penna, dalla mente, dalla cultura di mio padre». Una delle ultime fotografie di questo itinerario rappresenta una ferita inevitabilmente ancora aperta, quella che ritrae suo padre durante il sequestro: «È una foto terribile, dove c’è dolore ma anche molto altro – racconta -. Sono sempre stata certa che mio padre in quella cella non sia mai stato solo. Con lui c’era Gesù, perché Gesù sta sempre con noi nei nostri guai, ma magari non ce ne accorgiamo. Questa mia certezza è stata durante quei giorni l’unica fonte di sollievo. In questa foto c’è la conferma che nessuno ci separerà mai dall’amore di Dio». Non è mancata la commozione sul finale della serata, momento nel quale ha tenuto a dare le sue conclusioni il Vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano, S.E. Mons. Fabio Ciollaro. Agnese Moro ha congedato gli astanti con una confessione intima e toccante: «Alla fine porto nel cuore il fatto che con mio padre ci ritroveremo, come lui ci ha promesso».

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