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    Sciopero nazionale degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione, anche Cerignola ha aderito

    La manifestazione a Roma, che segue quelle dislocate nel territorio nazionale dello scorso anno, è per rivendicare le istanze di una categoria di professionisti della scuola “invisibile”. Ne abbiamo discusso con un’assistente all’autonomia e comunicazione e referente territoriale

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    Il MISAAC (Movimento per l’internalizzazione e la stabilizzazione degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione) fa sentire nuovamente forte la sua voce, questa volta attraverso uno sciopero nazionale. A distanza di un anno dai flash mob che hanno avuto luogo su tutto il territorio nazionale, Cerignola compresa, la categoria degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione manifesterà a Roma oggi 10 aprile, per riaffermare le proprie istanze. L’organizzazione si batte in favore dell’approvazione del DDL 236/2022, che prevede l’internalizzazione di queste importanti figure professionali nell’organico del Ministero di competenza.

    Per ripercorrere quanto fin qui fatto e comprendere più nello specifico per cosa la categoria si batte, abbiamo interpellato la dottoressa Valeria Desantis, assistente all’autonomia e alla comunicazione e referente territoriale del coordinamento MISAAC: «Dall’ultimo flash mob a sostegno del ddl 236/22 fatto in piazza Duomo lo scorso 25 marzo 2023, sono stati raggiunti due obiettivi per noi molto importanti, segno di un evidente cambiamento rispetto al passato. Innanzitutto, è stata la prima occasione per far incontrare i lavoratori dipendenti di due enti locali diversi: Comune e Provincia. Il Comune gestisce il sevizio di assistenza specialistica nelle scuole dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di Primo grado; la Provincia, invece, in tutte le scuole Secondarie di Secondo Grado. Dopodiché noi lavoratori siamo usciti dalla condizione di “invisibilità”. Finalmente qualcuno inizia a sapere che esistiamo, inizia a parlare della nostra condizione lavorativa, dei nostri diritti, ma soprattutto dei nostri contratti. Molti di noi – prosegue Desantis – hanno contratti di lavoro a tempo determinato ed ogni anno vivono nell’incertezza di conoscere se verranno o meno chiamati a lavorare per l’anno scolastico successivo. Molti altri hanno contratti di lavoro a tempo indeterminato di tipo part-time ciclico. Pertanto, la nostra presenza, e di conseguenza la nostra retribuzione, è legata all’apertura della scuola. Nei casi di chiusura ordinaria (assemblee sindacali, vacanze natalizie e pasquali e ponti vari) e straordinaria (allagamento scuole e trasferimento del Liceo Artistico, per fare un esempio) noi non veniamo retribuiti. Per non parlare della pausa estiva, dove solo negli ultimi due anni ci è stato riconosciuto un bonus una tantum di 550 euro».

    Si passa quindi all’adesione allo sciopero indetto dall’USB (Unione Sindacale di Base): «Con esso si propone di dare dignità alla professione di educatore scolastico. Auspichiamo: 1. l’aumento dei nostri salari che, a fronte degli ultimi aumenti, risulta ancora non adeguato; 2. l’utilizzo di ammortizzatori sociali che possano essere un reale sostegno alla lunga sospensione estiva. Oggi è per noi un giorno storico, per la prima volta la nostra categoria esercita un diritto costituzionale mai esercitato prima, il diritto allo sciopero. E questa è per noi una grande conquista in termini di dignità che non ha prezzo. Pertanto, sostenere il DDL 236/22, significa eliminare la “corsa” alle gare di appalto che giocano al ribasso sulla dignità di noi educatori». Saranno diversi i coordinatori territoriali provenienti dalla Puglia a partecipare alla manifestazione di Roma.

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