More

    HomeEvidenzaConferenza su scarichi anomali nel depuratore. E le risposte?

    Conferenza su scarichi anomali nel depuratore. E le risposte?

    Pubblicato il

    Più controlli. Questa la linea emersa dalle parole dei partecipanti alla Conferenza di Servizi sugli scarichi anomali nel depuratore comunale, tenutasi stamane a Palazzo di Città. Infatti la struttura, peraltro sottodimensionata, non riesce a gestire tutti questi scarichi anomali (di frantoi e industriali), principale causa del suo cattivo funzionamento. Era marzo del 2012 quando, a seguito della puzza diffusa in città proveniente dal depuratore, l’assessore Palladino dichiarò a lanotiziaweb.it: «invece di depurare solo e soltanto i liquami provenienti dalla fogna nera, ha dovuto fronteggiare anche gli scarti di alcuni frantoi e di alcune cantine, non preventivamente ripuliti, che hanno finito per alterare il normale processo di depurazione». E ancora. «abbiamo inviato una lettera a tutti gli imprenditori affinché questi ultimi controllino i propri impianti di depurazione interni e il fenomeno si attenui nel più breve tempo possibile». Il 21 giugno, con l’estate ormai alle porte, Antonio Lionetti del Movimento Politico La Cicogna dichiarava in un articolo pubblicato da questa testata: «tre mesi fa, l’assessore all’ambiente Palladino giustificò il tanfo con il cattivo funzionamento del depuratore. Da allora nulla è mutato: la puzza resta, anzi è più diffusa, e del depuratore non è dato sapere in che stato versi». Il botta e risposta tra maggioranza (non in linea, viste le divergenze sul tema tra Sindaco e Assessore all’ambiente) e opposizione continuò, mentre questo giornale rendeva pubblica all’intera provincia l’ordinanza con cui si vietava la balneazione a Carmosina (tra Zapponeta e Margherita), fino alle dichiarazioni di Giannatempo: «il depuratore funziona bene. Palladino è inesperto».

    Dopo quasi 10 mesi, in cui inoltre il Movimento Politico La Cicogna ha presentato anche un esposto al Noe, viene fuori dalla conferenza proprio ciò che Palladino disse quel 29 marzo 2012. E oggi su quell’analisi concordano i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale (Stefano Palladino, Rosario Spione, Marcello Moccia, l’ingegner Custode Amato, i vertici provinciali dell’Acquedotto Pugliese, i rappresentanti dell’Arpa Puglia ed il rappresentante della ditta manutentrice della rete fognaria di Cerignola, l’impresa “Simeone”). “Per quanto ci riguarda – spiega Palladino – ci siamo detti pronti ad attivare le procedure più idonee per consentire il monitoraggio delle attività potenzialmente inquinanti esistenti sul territorio di Cerignola ed effettuare accertamenti e controlli nei nostri limiti di competenza. Abbiamo registrato con grande piacere la disponibilità da parte dell’Arpa e dell’Aqp a supportare le forze di polizia nelle attività ispettive che condurremo nei siti che destano maggiori sospetti. Di tutto ciò daremo comunicazione agli organi di polizia giudiziaria preposti a tale controllo”.

    Cosa fare allora? Un censimento delle aziende operanti effettivamente autorizzate a scaricare acque reflue industriali e di quelle invece autorizzate al semplice allacciamento alla pubblica fognatura per scarico proveniente da insediamento domestico o assimilabile al domestico. Come? Risposte in tal senso possono arrivare, si è detto nella riunione, solo da una attività investigativa mirata, peraltro impegnativa, visto che la rete fognaria del territorio comunale misura 118mila metri e su questa insistono 12mila allacci e 28mila chiusini. Chi investigherà? Per il momento non si sa.