Oggi, sabato 27, è stata la giornata in cui il Presidente della Regione Michele Emiliano ha incontrato i Sindaci di Puglia (circa 250, esclusi i leccesi, ndr) per discutere del Piano di Riordino Ospedaliero. Una discussione quantomeno tardiva, se si considera che lunedì 29 il Piano dovrà essere tutto confezionato con il benestare della Giunta.

«Sono un po’ preoccupato – ha detto il Presidente con delega alla Sanità – e stanotte il mio sonno non è stato assolutamente tranquillo. La riunione è particolarmente significativa perché è l’ultima di un lungo percorso di consultazione che porterà la giunta a chiudersi in una fase decisoria inevitabile». Fase decisoria che non è stata quasi per nulla supportata, contrariamente a quanto dice Emiliano, da un iter di consultazioni, ma piuttosto ha visto, sulla base di alcune indiscrezioni e delle famose slides, attivare focolai di protesta in quei comuni toccati dalla scure dei tagli.

Tra questi comuni Cerignola, nel pezzo di Regione (la Capitanata, ndr) più colpito in assoluto dalla logica dei numeri firmata Emiliano-Gorgoni. «Non fatemi fare i nomi degli ospedali che non funzionano e di quelli con poca utenza perché inefficienti – racconta Emiliano -. Siamo costretti a riconvertire, per andare a sopperire al fabbisogno di quelle strutture che funzionano».

Al fianco di Emiliano e Giovanni Gorgoni (che illustra anche le ormai famose slides, ndr) c’è anche l’assessore foggiano Leo Digioia e gli uomini a capo delle ASL di Puglia. Alla voce grossa dei comitati di protesta (su tutti Castellaneta e Cerignola, ndr) davanti al Policlinico, fanno da contraltare i volti della rassegnazione dei Sindaci, ai quali viene concesso “parziale” diritto di parola.

«Qui oggi non dobbiamo prendere decisioni irrevocabili – dice tra le altre cose il governatore Emiliano -. Ma dobbiamo tracciare una strategia complessiva della rete ospedaliera che sia coordinata alle successive fasi di governo di questo settore e mi piacerebbe che questa assemblea, scandisca non solo oggi ma in permanenza, durante tutto il mandato, le fasi importanti che decideremo volta a volta».

DECLASSAMENTO DI CERIGNOLA «Vi sono scelte non chiarissime, come il declassamento dell’ospedale di Cerignola, la più clamorosa anche perché è una struttura nuova». A dichiararlo è Tommaso Fiore, ex assessore alla Sanità della Giunta Vendola, in una intervista al Corriere del Mezzogiorno. Del medesimo avviso Elena Gentile, anch’essa già Assessore alla Sanità della Puglia, che in una lunga intervista a Repubblica ha rilanciato: «ricorso al Tar contro il piano di riordino ospedaliero», poiché dietro questo provvedimento c’è ben altro. «L’assistenza sanitaria diventa il nuovo terreno di scontro col governo Renzi» afferma seccamente la Gentile.

12791052_809028572574621_772468337780755545_nIntanto questa mattina a Bari, laddove si sarebbero dovute esporre le istanze dei territori, ai Sindaci di Capitanata non è stato possibile più di tanto dire la propria. «Meglio due minuti occhi negli occhi con Emiliano – scriverà il Sindaco Metta sulla sua pagina Facebook – che dieci minuti di intervento nel disinteresse generale. Vi dico solo una cosa. E capitemi al volo. La partita non è chiusa». E rilancia: «mettiamo a punto una serie di iniziative. Non è affatto scritto che non saremo ascoltati».

«Ci prepariamo a una guerra tra poveri» dicono i comitati contro il declassamento davanti al Policlinico, quella guerra che probabilmente renderà di Primo Livello un ospedale tra San Severo e Cerignola. Quella guerra non combattuta da assessori e consiglieri di Capitanata più attaccati alla poltrona, che interessati alla salute dei cittadini. Il tutto coronato da una “grassa” risata in diretta dal Salento.

  • Gerardo Grillo

    Nulla di nuovo, tutto di vecchio!!!!! Chiudono gli Ospedali pubblici per aprire cliniche private………….di amici degli amici!!!!! La salute costerà a caro prezzo!!!!! Grazie di cuore Emiliano il comunista!!!!!