Sdegno, sgomento, svilimento del sangue dei partigiani, mancata gratitudine a chi ci ha liberato dal fascismo sacrificando la propria vita. Altisonanti sono state le parole usate dal Partito Democratico per condannare la scelta di buon senso di Antonio Giannatempo di far partecipare ai festeggiamenti del 25 aprile, rinviandoli, il maggior numero possibile di persone, magari anche tanti ragazzi che non sanno nemmeno che cos’è e che quel giorno, a causa della concomitanza con il Lunedì dell’Angelo, hanno svuotato Cerignola per affollare campagne e città di mare. Una scelta pragmatica, quella del sindaco? No, secondo il Pd, “perché si inquadra in un’ottica riduzionista e revisionista promossa dai vertici della destra italiana”. Il primo cittadino “negazionista”, al quale potrebbe essere chiesto in futuro di intervenire sul calendario, replica così: “E’ evidente la difficoltà del Partito Democratico di Cerignola che, a corto di idee e programmi, si aggrappa alla cronaca per dimostrare, per dirla con Cartesio, che esiste: leggo i giornali dunque sono. Nessuno all’interno della maggioranza e dell’Amministrazione Comunale ha mai pensato di cancellare il 25 aprile né tantomeno di non volerlo festeggiare. La decisione di spostare la cerimonia al 2 giugno è stata dettata unicamente dalla concomitanza con il Lunedì dell’Angelo. Di conseguenza una opposizione seria e consapevole avrebbe dovuto apprezzare la scelta di non festeggiare sottotono la ricorrenza della Liberazione”.

Il discorso va rovesciato, insomma: “Siamo i primi a riconoscere il valore fondante della Resistenza per la nostra Repubblica, ancor più nell’anno del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Per questo abbiamo fatto in modo che la concomitanza con il Lunedì dell’Angelo evitasse di ridurre al minimo il ricordo del 25 aprile. Questo verrà festeggiato come si deve il 2 giugno”. Quanto a Franco Metta, leader de “La Cicogna”, Giannatempo dice che “ se per caso avessimo deciso di festeggiare la Liberazione il 25 Aprile, Metta, evidentemente folgorato di recente dal fascino della Resistenza al fascismo, avrebbe trovato qualche altro motivo per contestarci. Magari ci avrebbe imputato la colpa di non voler rinviare ad arte le celebrazioni, approfittando dell’esodo di massa dalla città tipico di ogni Pasquetta in modo tale che a questa ricorrenza non venisse data la giusta risonanza. A questo ci ha abituato il Signor No”.

1 COMMENTO

  1. Giannatempo vive come un incubo l’opposizione di Metta.
    Segno evidente che è consapevole di non amministrare con trasparenza e lealtà, altrimenti non si porrebbe il problema di cosa avrebbe detto e fatto l’avvocato.

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