Pubblichiamo di seguito un comunicato stampa del Laboratorio Sociale ResUrb nel quale, riprendendo il tema dalla manifestazione del G8 del 2001, propone un momento di riflessione e confronto in Piazza Duomo, Venerdì 22 Luglio, alle ore 21.00. Ecco il documento completo.

GENOVA CHIAMA ANCORA

“Dieci anni fa centinaia di migliaia di persone, giovani e adulti, donne ed uomini, di tutto il mondo si diedero appuntamento a Genova per denunciare i pericoli della globalizzazione neoliberista e per contestare i potenti del G8, intenti a convincere il mondo che trasformare tutto in merce avrebbe prodotto benessere per tutti.
Le persone che manifestavano a Genova erano parte di un grande movimento “per un mondo diverso possibile” diffuso in tutto il pianeta. Era nato a Seattle nel 1999 con una grande alleanza fra sindacati e movimenti sociali, e ancor prima nelle selve del Chiapas messicano. Nel gennaio 2001 si era incontrato nel grande Forum Sociale Mondiale a Porto Alegre in Brasile che aveva riunito la società civile, i movimenti, le organizzazioni democratiche di tutto il mondo. […]”

Inizia così l’appello che abbiamo firmato e che il Comitato Piazza Carlo Giuliani sta facendo girare da alcuni mesi. Questo per ricordare le imponenti manifestazioni di Genova del luglio 2001, per richiamare alla memoria la grande esperienza del “movimento dei movimenti”, per non dimenticare Carlo…

Non si tratta solo di ricordo, commemorazione. Si tratta di riprendere le fila di un ragionamento, di un percorso iniziato 10 anni fa e che ha cambiato le nostre vite, i modi e i tempi delle piazze, che ha seminato ovunque e in Italia desideri e pratiche di protagonismo che sono arrivate fino ad oggi e che vivono nelle lotte che quotidianamente attraversano il nostro paese, dalle mobilitazioni studentesche ai comitati in difesa dell’ambiente, dai movimenti antirazzisti e antisessisti a quelli contro le guerre, dalla difesa dei diritti dei lavoratori alla lotta contro precarietà e sfruttamento.

Tornare con la mente e il cuore a Genova significa, perciò, non solo riannodare i fili della memoria, ma fare in modo che la portata di quell’esperienza viva anche e soprattutto nelle vite e nelle lotte di quella generazione che oggi riempie le piazze, le scuole, le università e che 10 anni fa era “troppo giovane”, ma che oggi dice no alla privatizzazione dell’acqua e al nucleare, dice no all’inceneritore e allo sfruttamento nelle nostre campagne.

 Per questo motivo è cominciato al Laboratorio Sociale Resurb un percorso creativo, di confronto, scambio, comunicazione, condivisione intergenerazionale per avvicinarci al decimo anniversario delle contestazioni al G8 di Genova. Con occhio critico e progettuale.

Abbiamo iniziato ad incontrarci con regolarità, ragionare insieme, vedere documentari e immagini, leggere lettere e poesie, sino a quando abbiamo incontrato il brano “Luglio” di Luigi Lorusso pubblicato sul libro “The Clash – Lo Scontro” (di Lorusso Editore). da qui l’idea di non tenere queste idee chiuse tra le mura della nostra sede, ma di uscire all’esterno portandole all’incontro con la città attraverso uno spettacolo che ci piace definire di “suoni, immagini e parole disobbedienti”.

“Luglio” sarà presentato in Piazza Duomo (vicino alla storica sede dell’ANPI), venerdi 22 luglio alle ore 21.00.

Sarà un momento di riflessione, ricordo e riprogettazione, per questo invitiamo tutti ad esserci.

Parlare di Genova significherà per noi anche parlare di Carlo…a lui il nostro pensiero a dieci anni dalla sua scomparsa e per lui abbiamo deciso di risistemare quel piccolo monumento vicino alla sede dell’Anpi che lo ricorda.

10 COMMENTI

  1. non vorrei essere polemico…a distanza di 10 anni…ma…perchè avere una Piazza Carlo Giuliani e non una Piazza eroi di Nassiria?…Mah!
    Grazie comunque per lo spazio.

  2. a questo punto dovremmo intitolare le piazze a tutti i morti sul lavoro…I funerali di Stato, vengono concessi solo a chi porta una divisa, mentre chi lotta ogni giorno, per portare un misero stipendio a casa, in pessime condizioni, in cantieri non a norma, etc etc vengono dimenticati e lasciati alla memoria dei propri cari. La guerra non la vuole nessuno, e nessuno a costretto loro a partire Iraq. Carlo Giuliani non ha scelto di fare la guerra, Carlo è l’emblema di una generazione a cui guerra è stata dichiarata. Carlo è il simbolo di quella Resistenza che continuava e continua ad esserci nel nostro Paese e soprattutto il sangue di Carlo Giuliani tinge ancora di Rosso le bandiere di questa Italia che non sentiamo più nostra.

    • Con tutto il rispetto per i morti sul lavoro, che anch’io stimo, etc etc, non ritengo un uomo con un estintore in mano, nell’atto di lanciarlo verso una camionetta di Carabinieri un eroe, o qualcuno a cui dedicare anche un piccolissimo monumento! E vorrei precisare che le cosiddette guerre “non volute” sono fatte soprattutto per questioni meramente politiche, per far sì che la mia e la TUA Italia sia uno tra i paesi “che contano” e che io e TE godiamo del benessere di cui non può godere un altro paese. Quei ragazzi ce li hanno mandati, venivano comunque ben pagati, ma alla fine hanno pagato con il sangue, rosso ma non come la tua bandiera.
      Grazie per lo spazio.

  3. mi dispiace per Giuliani, era un ragazzo e non doveva morire per mano di un altro ragazzo. Però Giuliani non era lì inerme, lanciava estintori contro la polizia. Non era a mani nude.La violenza comporta sempre violenza, non dimentichiamolo.

  4. esattamente…la violenza comporta violenza…Carlo non è sceso da casa con l’estintore in mano, non l’aveva nello zaino….nella guerriglia non ha potuto che difendersi…quegli armati erano altri.

  5. ma il monumento sara’ un estintore? uno che esce di casa incappucciato,deciso a sfasciare,rompere e distruggere non puo’ avere un monumento……carlo giuliani purtroppo e’ morto ma se l’e’ cercata…..se non tirava pietre contro i carabinieri puo0′ darsi che adesso era ancora in giro.

  6. In effetti..
    La violenza comporta altra violenza,ma vorrei precisare(riferito RU),che se vuoi difenderti dalla guerriglia,puoi anche andartene a casa tua,o semplicemente allontanarti e non prendere un estintore in mano!

  7. infatti……purtroppo quella e’ gente che ha solo voglia di protestare e fare casino……e poi santificano uno che voleva uccidere un carabiniere.

  8. come si possono mettere sullo stesso piano ragazzi che scelgono la guerra, tra l’altro ben stipendiati con più di 170 euro giornalieri, e ragazzi che nella guerra ci si ritrovano, a cui guerra viene dichiarata. Difendersi da una guerriglia andandosene??? è quello che volevano….è quello che vogliono.
    Carlo non è un eroe…è però per noi il simbolo di tutti coloro che non ci stanno a vivere in questo modo, in questo mondo…e che ha rappresentato un’inghippo nel circuito di sfruttamento e sopraffazione del sistema per rappresentato a Genova dai G8

    • Non sono ragazzi che scelgono la guerra per lavoro, lo sfanno per necessità, per vocazione, e se veramente lo volessi sapere prova a chiedere cosa fanno gli italiani lì, chiedi quanti bambini hanno salvato, quante donne hanno difeso, quanto bene hanno fatto! E poi 170 euro giornalieri? E anche se fosse? Quei ragazzi meritavano mica la morte per questo? Essere dilaniati da un autocarro pieno di tritolo perchè si ha il coraggio e la fortuna di poter aiutare gli altri? Cosa faceva Carlo per gli altri? Per la società? Sostituiva estintori scaduti mascherato? Mah, non lo conosco e non lo giudicherò mica, ma i fatti sono questi. Un amico s’è trovato a Genova come carabiniere di leva, ha avuto paura, mi racconta che nel caos anche i ragazzini lanciavano pietre e fumogeni!
      La protesta non è la VOSTRA protesta! Il grandioso Ghandi ha ottenuto tanto non alzando nemmeno un dito…Carlo Giuliani non ha ottenuto nulla alzando un estintore!
      A voi la scelta!
      Grazie per lo spazio.

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