Analizzando i vari reparti della rosa dell’Audace Cerignola, quello che forse acquisisce maggiore livello tecnico scorrendo i nomi che lo compongono è la difesa. Una delle migliori della categoria (seconda solo al Monopoli in quanto a reti subite), che vede in D’Arienzo, Papagno, Modesto e Colangione gli elementi più rappresentativi. Abbiamo intervistato proprio Matteo Colangione, classe 1987, possente centrale arretrato (197 cm), tornato a vestire la maglia gialloblu dopo alcune stagioni (le ultime due trascorse in serie D, prima a Bitonto poi a Grottaglie).

Domenica scorsa una sofferta vittoria con il Locorotondo. E’ stata meritata per quanto fatto vedere in campo?

«E’ stata una partita difficile, perché il Locorotondo sicuramente è stata squadra arcigna: gara giocata su un campo molto difficile visto le condizioni in cui versa. Sapevamo che si poteva sbloccare anche grazie ad un calcio piazzato e così è stato».

Il reparto difensivo è uno dei migliori di Eccellenza: come ti trovi con D’arienzo e Modesto? Stai maturando ancora più esperienza al loro fianco?

«Mi trovo molto bene con i miei colleghi di reparto, così come con tutti gli altri compagni, sia dentro che fuori dal campo. Non si può far altro che migliorare di giorno in giorno con dei compagni così».

Nella tua ultima esperienza a Cerignola avevi realizzato parecchi gol. Quest’anno non hai ancora esultato: è una impostazione tattica oppure non è capitata l’occasione giusta?

«Far gol è bello, ma per me che sono un difensore è una cosa in più: se viene ne sono felice. Se una partita finisce con una nostra vittoria e peraltro senza subire gol, va bene lo stesso».

A quale difensore ti ispiri?

«Guardo con molta ammirazione Nesta e Thiago Silva».

L’Audace può lottare per la vittoria del torneo o invece Monopoli e Bisceglie sono un gradino sulle altre?

«Sicuramente queste due formazioni sono molto attrezzate sotto tutti i punti di vista: noi siamo lì e daremo tutto per giocarcela fino alla fine».

Prossimo impegno a Maglie: che partita sarà?

«Sarebbe banale dire che sarà dura, ma è così: tutte le partite in questo campionato sono difficili e da affrontare sempre al massimo se si vuole ottenere il risultato».

Sei ritornato a casa dopo qualche anno: è cambiato qualcosa al tuo ritorno o l’ambiente è intatto, così come lo ricordavi?

«Ho trovato un ambiente un po’ scosso, com’è giusto che sia dopo la grande delusione della passata stagione. Però bisogna ripartire anche dalle grandi cadute: noi stiamo facendo di tutto. Certo, ci manca l’apporto del grande pubblico, a parte la presenza dei fedelissimi che ci seguono sempre. Sarebbe bello rivedere il “Monterisi” con molta gente perché questo aspetto fa davvero la differenza ed è ciò che ci aspettiamo. La speranza è proprio che ci si riavvicini alla squadra come solo a Cerignola sanno fare!». (foto articolo di Stefano Petrarolo/www.asdaudacecerignola.it)