“I livelli di welfare del territorio pugliese, esempio anche a livello nazionale, rischiano di ricevere un duro colpo, a causa della riduzione del flusso di finanziamento nazionale e comunale, ma il nostro impegno è quello di impedire lo smantellamento dei servizi”. Così l’assessore regionale al Welfare Elena Gentile ha presentato oggi durante la seduta della Commissione regionale Politiche Sociali la futura programmazione sociale e sociosanitaria. Presenti all’incontro, oltre ai rappresentanti degli organismi interessati (Anci, Upi, Terzo settore, le maggiori sigle sindacali, etc.), i dirigenti regionali Anna Maria Candela e Francesca Zampano.

Durante la riunione della commissione regionale, il monitoraggio presentato dall’assessorato al Welfare ha posto l’attenzione sul livello di impegno dei servizi dei Piani sociali di zona per i 45 Ambiti territoriali: al 31 dicembre 2011, il totale delle risorse impegnate dagli ambiti territoriali risulta pari al 61,2%. Ma la situazione pare mutata già nel primo semestre del 2012 quando alcuni ambiti territoriali hanno impegnato tutte le risorse disponibili e – come ha detto Anna Maria Candela – “rischiano di non riuscire a concludere l’attuazione dei servizi previsti nel piano sociale di zona. Per questo occorre che si proceda immediatamente ad una proroga dell’attuazione dei servizi al 2013, liberando le risorse aggiuntive ancora disponibili nel bilancio regionale”. Sono infatti 68 milioni di euro le risorse complessive ancora da erogare tra tutti gli ambiti territoriali per finanziare una ultima annualità dei Piani di Zona, prima di avviare il nuovo ciclo di programmazione. SI è definito, inoltre, di concentrare la nuova programmazione del III Piano Regionale delle Politiche Sociali nel primo semestre del 2013 in modo da poter programmare in modo integrato i servizi sociali per obiettivi di servizi e le misure integrative che il Piano di Azione e Coesione 2012-2015, voluto dal Ministro Fabrizio Barca, ha finanziato anche alla Puglia per gli anziani e per la prima infanzia: per questa linea di finanziamento le risorse disponibili superano i 200 milioni di euro, consentendo nel medio periodo una buona programmazione di interventi rivolti in particolare al sostegno dell’offerta e della domanda di tutti i servizi per anziani e bambini, in ottica di conciliazione. La riunione della Commissione è stata anche l’occasione per una riflessione articolata sullo stato dell’arte dei servizi alla persona in Puglia, anche con riferimento ai servizi sociosanitari. Molti degli interventi hanno stigmatizzato un deficit di programmazione sanitaria rispetto al fabbisogno e alla assegnazione di fondi sanitari per l’area disabili (RSSA, le case per la vita, i centri diurni, etc.). Dall’assessore al welfare del Comune di Bari Ludovico Abaticchio, e delegato Anci per l’area barese, è arrivata la richiesta forte di superare molte delle criticità sul versante sociosanitario costituendo in bilancio un capitolo unico di spesa, alimentato dai fondi sanitari e sociali per la non autosufficienza, rivolto ad assicurare i LEA sociosanitari, chiedendo di fatto l’ attuazione della legge regionale n. 2/2010, uno dei pochi esempi in Italia di programmazione regionale dei fondi unici per la non autosufficienza. In riferimento a quanto già fatto, l’assessore Elena Gentile traccia un primo bilancio bilancio degli anni trascorsi dal 2005 ad oggi, evidenziando l’esigenza di dover proseguire con forza osando e andando oltre. “Abbiamo una normativa all’avanguardia, che le altre Regioni ci copiano e che l’UE studia. Abbiamo fatto crescere il sistema dell’offerta in pochi anni come nessuna Regione è riuscita a fare. E tuttavia, sul versante della relazione con i comuni, soprattutto per i Piani Sociali di Zona, esistono situazioni critiche ancora difficili da superare, ma che non possono mettere in discussione il nostro operato nel modo più assoluto. Non è più tempo di attendere l’incapacità o l’inerzia amministrativa di alcuni enti. E’ necessario un segnale forte. Occorre commissariare chi non attua i servizi per i cittadini e le cittadine pugliesi. In passato le attribuzioni di responsabilità ci hanno un po’ fermati, ma attualmente non possiamo più attendere, perché a chiedercelo fortemente sono i cittadini, soprattutto in un tempo in cui ci troviamo a operare con l’azzeramento del fondo nazionale per le politiche sociali”. Elena Gentile non risparmia di evidenziare anche i tagli nazionali al settore delle politiche sociali, tagli che limitano il raggio d’azione degli investimenti. “Non basta mettere in linea i numeri – prosegue – qualche euro in più magari ci avrebbe consentito di mortificare meno il welfare regionale. La volontà di questa regione è chiara a tutti. Nel sistema di impresa pugliese, infatti, un posto di rilievo è occupato dalle imprese sociali. Abbiamo costruito quindi un sistema che non da solo risposte economiche in senso stretto, ma è capace anche di offrire servizi creando lavoro”. E poi un riferimento al 2010 quando il Consiglio Regionale ha votato una legge che istituiva il fondo unico per la non-autosufficienza, ma che oggi ancora non ha trovato attuazione, impegnandosi a sollecitare uno sforzo politico per costruire tale fondo e dare cittadinanza ai LEA sociosanitari per disabili e anziani anche nella nostra Puglia.