G7 L'Aia
Foto tratta da repubblica.it

Den Haag  (Paesi Bassi) – Una città completamente blindata e il Primo Ministro olandese Mark Rutte hanno accolto nella giornata di ieri i leader politici di cinquantatre nazioni e di quattro organizzazioni internazionali, giunti nei Paesi Bassi per partecipare al Nuclear Security Summit 2014.

Gli occhi sono tutti puntati sul presidente degli Stati Uniti, Barack Obama e su Xi Jinping, presidente della Cina, alla sua prima visita in Europa.

Due giornate, quella di ieri e di oggi, dal programma intenso, necessarie a stabilire le principali linee di attuazione di una serie di misure preventive contro il terrorismo nucleare.

Dopo Washington DC e Seul, quest’anno è la volta de L’Aia, definita cittadina di pace, giustizia e sicurezza; sede della Corte internazionale di giustizia e del Tribunale penale internazionale, ma anche capitale politica di un Paese che ospita aziende impegnate nel settore nucleare.

L’obiettivo del Summit non è solo quello di studiare le strategie preventive per evitare che gruppi terroristici si impossessino di materiale nucleare, ma anche quello di individuare le singole capacità dei Paesi partecipanti, destinate a promuovere e sviluppare cooperazioni nel campo della scienza forense nucleare. E’ il caso dell’Olanda, che grazie al sostegno del Netherlands Forensic Insitute (NFI), sarà uno dei Paesi modello in ambito internazionale per tutto ciò che riguarda le analisi forensi di incidenti che coinvolgono materiali nucleari radioattivi.

La conferenza ha inoltre il compito di stabilire le collaborazioni tra Paesi partecipanti per l’attuazione di programmi di lavoro immediati, come sta accadendo ad esempio tra Stati Uniti e Italia: il presidente Obama e il Premier Matteo Renzi, giunto a L’Aia nel pomeriggio scorso in occasione del Summit, hanno annunciato infatti la rimozione di circa venti chilogrammi di uranio altamente arricchito in eccesso e di plutonio separato presenti in Italia.

Crisi Ucraina e G7 Nella serata di ieri il programma del Nuclear Security Summit  ha subito una battuta d’arresto a causa dellaCampo militare mobile convocazione delle sette potenze mondiali da parte del presidente USA, Barack Obama. Il G7 (grande esclusa la Russia) si è reso necessario per discutere della situazione venutasi a creare in Ucraina e in particolare delle conseguenze dell’annessione della Crimea alla Russia, giudicata illegittima da tutte le principali potenze mondiali.

Il gruppo dei Sette ha reso noto che il prossimo giugno si riunirà a Bruxelles e non a Sochi come stabilito in precedenza, non partecipando al vertice russo finché non si avrà un’inversione di tendenza da parte del Cremlino.

«Le azioni della Russia sono semplicemente inaccettabili – ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, dinanzi ai leader politici di Germania, Francia, Gran Bretagna, Canada, Giappone e Italia, devono esserci delle conseguenze e se Mosca continua ad aggravare la situazione con una escalation, allora dobbiamo essere preparati a imporre un costo più alto».

Fredda la risposta russa attraverso le parole del ministro degli Esteri, Serghiei Lavrov: «Il G8 è un club informale, nessuno distribuisce le tessere dell’iscrizione e nessuno può cacciare qualcun altro».

I lavori sono ripresi nella mattinata registrando l’assenza del presidente statunitense Obama, del presidente francese Hollande, della Cancelliera tedesca Angela Merkel ma anche del ministro russo Lavrov e di quello ucraino Andrej Desjchitsia.

1 COMMENTO

  1. I POTENTI????
    Questi sono arrivati al capolinea, hanno tolto al popolo Italiano, lavoro, dignità, addirittura il pane quotidiano dalle tavole degli italiani onesti…..mò sapete cosa rimane della loro potenza?
    A voi le conclusioni………i potenti saranno gli ultimi che arriveranno prima di tutti al traguardo.
    Fai del bene e scorda…ma se fai del male..pensaci bene.

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