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“Conosco una Cerignola di cui non parla mai nessuno”

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Vito Balzano
Caporedattore, giornalista. Laureato in Scienze della Comunicazione Sociale, Istituzionale e Politica. Dottore di Ricerca in Dinamiche Formative ed Educazione alla Politica.

Foto premio zingarelli Di GiulioTutti ricorderanno il Premio Letterario Zingarelli, evento svoltosi in Aprile, nella splendida cornice del Teatro Mercadante di Cerignola. Un momento interessante, con molti spunti di riflessione, ma con un particolare che a distanza di settimane fa ancora riflettere e lascia senza parole. In occasione di quel sabato sera, il canosino Nunzio Di Giulio, ex Ispettore della Digos di Cerignola, è stato insignito del premio speciale “non omnia possumus omnes” (non tutti possiamo tutto), con vivo apprezzamento di quanti hanno presieduto le giurie. La manifestazione, che ha beneficiato dell’Alto Patronato e della Medaglia del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha visto la premiazione di molti personaggi illustri della scena italiana. Ma come spesso accade, lo spunto più interessante, vuoi per il suo passato professionale, vuoi per l’amore riposto nei soggetti più deboli, è scaturito dalle dichiarazioni di Di Giulio il quale, all’atto della premiazione, rivolgendosi al Sindaco Antonio Giannatempo, seduto in prima fila, ha esclamato: «A Cerignola c’è tanta brava gente, persone speciali, introvabili in altri posti; Sindaco, esiste un’altra Cerignola ed è qui davanti a noi, in questo teatro».

Una vita trascorsa tra storie di sopraffazione e violenza, oltre che crimini efferati e casi irrisolti, hanno lasciato un segno indelebile nella memoria dell’ex ispettore. Il premio, che gli è stato consegnato per i due racconti “La Collana di Turchese” e “Mio nome Marinela”, pubblicati molti mesi fa da lanotiziaweb.it e che hanno scosso le coscienze di molti lettori, ha permesso anche all’autore di spiegare meglio la propria idea sulla nostra città, rivolgendosi sempre al Primo Cittadino, leggendo uno dei suoi ultimi appunti:

“Conosco una Cerignola di cui non parla mai nessuno, umile e silenziosa, che si scopre ad ogni passo tra la gente, se soltanto la si vuole degnare di uno sguardo, di un po’ di attenzione e gentilezza.

Una Cerignola che non ti fa sentire mai estraneo. Quella dei braccianti agricoli con i visi marcati, con le mani callose, contorte che per anni hanno zappato la terra facendola diventare unica, fertile e profumata.

Una Cerignola dalle piante con forme contorte che danno frutti sublimi, soprattutto dagli ulivi che danno un olio dal profumo intenso, e le vigne che danno uve e vini pregiati.

La Cerignola della Madonna di Ripalta con l’intensa e commossa partecipazione della gente.

Non so se io ho fatto qualcosa per Cerignola, ma in me sta tanta Cerignola…”.

«Questo breve pensiero – ha poi spiegato Di Giulio -, mi è balzato alla mente leggendo alcuni commenti sul quotidiano Lanotiziaweb, in merito a una delle tante operazioni di cronaca. C’era un lettore che, firmandosi con un nick name, in un passaggio raccontava di “tanta brava gente che c’è a Cerignola che non vuole andare in giro per il mondo con il marchio della cerignolanità appiccicato addosso come una stella di Davide. Ci guardano tutti come se fossimo degli Ebrei di fronte ad Hitler”. Ecco, a questo cittadino vorrei dire che esiste un’altra Cerignola che oggi è qui davanti a noi e che ogni giorno vive in tutta quella brava gente di cui lui parla. A lui e a tutti i cerignolani, alla brava gente che c’è ed è viva oggi più che mai, la mia dedica». Queste le parole commosse d’ex ispettore, primo Cittadino Onorario di Cerignola, all’atto della premiazione “per aver unito l’esperienza della divisa con quella della vita versando con l’inchiostro emozioni che toccano sentimenti nascosti nella memoria” (questa la motivazione, ndr.), dopo aver ringraziato Antonio Daddario, Presidente del Premio Letterario Zingarelli, Franco Conte, Consigliere comunale delegato alla Cultura, e il Presidente di giuria Giovanni Lo Storto, Vice Direttore dell’Università Luiss di Roma.

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