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    Metta sul consiglio: «è da irresponsabili leggere il comunicato anonimo di un gruppo»

    Consigli sempre più infuocati. Nel mirino la mala gestione da parte del presidente Paparella

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    Due consigli comunali a distanza di sette giorni, conditi da proteste e posizionamenti, oltre al silenzio del primo cittadino che a bocce ferme decide di dire la sua, non risparmiando niente e nessuno. Il focus e la mente ritornano all’ultimo consiglio comunale, con Metta assolutamente in disaccordo con la gestione e le scelte in capo al Presidente Paparella.

    «Aver dato lettura di un comunicato anonimo di un gruppo – dice il Sindaco – è stato un atto assolutamente irresponsabile. Sono in totale disaccordo sulla lettura di quella lettera. E’ stata una concessione, sbagliata, fatta alla piazza».

    Per il primo cittadino il consiglio comunale doveva svolgersi in altra atmosfera, senza quelli che dal canto suo Metta bolla come “fatti di gravità inaudita”. «Io non credo che il consiglio comunale si sia svolto nelle condizioni previste dal regolamento e dalle leggi dello stato – afferma il Sindaco -. Chi ha acconsentito che dei cittadini durante una sospensione del consiglio comunale prendessero la parola? Questa è una cosa gravissima della quale non ha responsabilità il Sindaco, bensì chi doveva gestire il consiglio comunale. Chi disturba, poi, va allontanato».

    Una mala gestio che non investe solo Leonardo Paparella, ma apre anche all’operato delle Forze dell’Ordine: «le forze dell’ordine non dipendono da me, ma dovrebbero, a mio parere, garantire che il consiglio comunale si svolga nell’assoluta regolarità. Questo non è successo. Ognuno per le proprie responsabilità ne risponderà. Inoltre tengo a sottolineare che uno degli agitatori, quel tale Bevilacqua, è destinatario, e il commissariato di Cerignola lo sa, di un avviso orale del Questore che lo diffida ad arrecare disturbo, minaccia, fastidio alla persona Franco Metta. Tutto questo in due consigli comunali non è stato sanzionato e di questo mi dolgo. E aggiungo. Non mi risulta che un reato perché commesso nel contesto di una manifestazione debba restare impunito. Io sto aspettando di sapere se le forze dell’ordine in servizio abbiano o meno contestato reati procedibili d’ufficio quali quelli di oltraggio e minaccia a pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni».

    E se risulta duro il commento sulla gestione del consiglio, è altrettanto pesante il giudizio sull’operato dell’ex-gruppo di maggioranza Federazione Civica, in queste ore battagliero su diversi temi, soprattutto a mezzo stampa. «Non ho assolutamente voglia di interloquire con un gruppo di maggioranza attraverso i giornali. C’è il consiglio e le riunioni di maggioranza» precisa il primo cittadino.

    E’ ormai nota la polemica sulle modifiche alla ZTL e la richiesta di non confermare il comandante Delvino, sempre ad opera di Federazione Civica per bocca di Vincenzo Specchio.

    «Ho preso degli impegni in consiglio – dice Metta – e saranno rigorosamente rispettati. Ovviamente più ci sono agitazioni scomposte meno si accelera il processo di adeguamento della Ztl». E sul fronte Delvino il Sindaco non conferma ne smentisce una possibile revoca dell’incarico, ma precisa che la scelta sarà sua. «Abbiamo pagato moltissimi debiti ereditati da Giannatempo – dice -. E tutto questo è stato possibile grazie a Francesco Delvino. La politica non si fa sulla base delle simpatie o se sta agli ordini o non ci sta. Io tutelo tutti i miei collaboratori. Perché quando Federazione Civica è venuta, poi non vuole che si dica, a chiedere la testa di Pezzano, il Sindaco ha detto no. I miei assessori non si toccano, fino a quando lavorano bene. Ditemi se Pezzano è stato o no un bravo assessore. Sul murale Di Vittorio Pezzano sta facendo un ottimo lavoro, mentre il Presidente del Consiglio non partecipa neppure alle manifestazioni dell’amministrazione comunale, ma millanta mille impegni».

    E sulla stabilità della maggioranza conclude: «il Sindaco si regge su una maggioranza di 13 voti. Vogliamo aprire una crisi? Apriamola. Ma su argomenti seri, su questioni. E in pubblico, non attraverso i comunicati stampa» chiosa Metta.

    Gennaro Balzano
    da La Gazzetta del Mezzogiorno