Finisce con un “Bugo” nell’ acqua il “TuttOPERAriaFestival”… e non solo a causa dell’ esordio bagnato di settembre, ma anche (e sopratutto) perchè Cristian Bugatti, in arte Bugo, eclettico ed innovativo cantautore novarese, ha annullato da giorni la sua tappa cerignolana. Termina così l’ esperienza del festival musicale organizzato dall’ associazione Radici e dall’ intero staff del laboratorio urbano di ExOpera. Un’ avventura cominciata quando l’ estate doveva ancora dare il meglio di sè e la sola idea della pioggia settembrina faceva ridere più che piangere.

Era il 15 luglio, infatti, quando i Sick Tamburo hanno inaugurato la kermesse, preceduti dall’ esibizione degli Anticorpy (band foggiana). Evento partecipato (costo del biglietto 8 euro con consumazione) ed esibizione live che non lasciò delusi: la “banda degli incappucciati” (così sono soliti esibirsi) guidati da Gian Maria Accusani ed Elisabetta Imelio (ex Prozac +) tenne fede alle aspettative, facendo vibrare le mura del chiostro con il loro sound sferzante e a tratti nevrotico. Discorso diverso, invece, per la serata di Indietronica di sabato 21 luglio, dove il pur quotato dj Edoardo Mazzilli (con sulle spalle esperienze al Link, Kindergarten e Robot Festival di Bologna) non riuscì a convertire molta gente al verbo dell’ elettronica, in una serata poco frequentata. Torna a conoscere momenti migliori TuttOPERAria (forse il miglior momento) con l’ esibizione di “A toys Orchestra” avvenuta in data 2 agosto. Una buona presenza di pubblico premia l’ esibizione del gruppo campano con venature psichedeliche, che nel 2012, tra le altre cose, è stato ospite fisso di “Volo in diretta”, il programma condotto da Fabio Volo, in onda in seconda serata su Rai Tre. E’ stato poi il turno di Maria Antonietta che, lo scorso 25 agosto, si è esibita inconsapevole di chiudere la rassegna. Era, infatti, prevista per oggi l’ esibizione di Bugo che, nel chiedere scusa ai fans per la mancata esibizione di oggi “causa problematiche tecnico – logistiche”, non fa nessun riferimento (com’ è ovvio che sia) ad una serie di pretese assurde che pure lo stesso avrebbe inoltrato nei confronti dell’ organizzazione, così come fanno trapelare dall’ entourage di ExOpera (addirittura in ballo una esosa richiesta di numerose camere singole, impossibile da soddisfare).

Resta, comunque, a chiusura dell’ esperienza estiva, il riconoscimento a “TuttOPERAria” (e all’ intero staff di ExOpera) di un ruolo di apripista (in altri tempi si sarebbe detto di avanguardia) giocato in campo musicale, nella città di Cerignola. Un cartellone oggettivamente di livello anche se con nomi poco abituati alla logica dei grandi numeri, con il merito di aver fatto spostare gente venuta da fuori Cerignola. Una operazione marketing lacunosa , assieme ad alcune pecche frutto di un retaggio culturale per cui “se non piace alla massa è meglio” ( e non sempre è così) hanno forse frenato un festival che poteva conoscere anche momenti migliori di quelli (già buoni) appena trascorsi. «Siamo comunque soddisfatti di questo cartellone – dichiara Alberto Camporeale di Radici a lanotiziaweb -. Non so se una operazione di marketing mirata avrebbe portato maggiori entrate ai concerti. Cerignola è una città ancora da educare a questo tipo di eventi. E’ un discorso che vale anche per gli sponsor, che spero per i prossimi anni decidano non solo di sostenere economicamente la nostra proposta, ma di decidere d’ intraprendere un cammino, assieme a noi, sul terreno della costruzione di una  proposta musicale e culturale nuova per la città».

Stefano Campese

  • Nìkolyn

    Tanto, tanto dispiacere per il concerto di Bugo annullato e per la riuscita parziale degli altri. È vero, forse Tuttoperaria poteva essere pubblicizzato meglio (ma dirlo ora…). Va il merito però a quei ragazzi di aver sfondato una porta, se quest’edizione è andata un po’ male pazienza, sono cose che possono capitare. Non sono per niente d’accordo con il discorso del supposto retaggio “se non piace alla massa è meglio”. Oltre il fatto che chiamare gruppi più “di grido” farebbe lievitare le spese (quindi meno date), la manifestazione nasce proprio con lo scopo di diffondere musica “indipendente” dal vivo. Che sia venuta gente dalle città vicine per vedere un concerto lo vedo come una cosa abbastanza ovvia, non tanto come un merito (avviene da sempre così nei contesti non metropolitani, Capitanata compresa, anzi mi pare che da sempre i cerignolani si spostino per concerti ed eventi in provincia di Foggia o di Bari). Purtroppo a Cerignola c’è ancora molto, troppo da fare per creare un ambiente ed un retroterra più attento alla cultura. Ma questo è un discorso più ampio…