Gentile Dott.ssa Daniela Giordano

Direttore Responsabile de ”La Notizia Web” Cerignola

Gentile Dott. Vito Balzano

Capo Redattore de “ La Notizia Web” Cerignola

Mi scusino se approfitto della Vostra cortesia.

Vi ringrazio vivamente di aver pubblicato su La Notizia Web i miei racconti: ”La Collana di Turchese” e “Mio nome Marinela”.

Storie vere che parlano di donne che hanno sofferto. Storie che, per essere reali e drammatiche, possono lasciare un senso di scoramento nel lettore sensibile. Ma una narrazione deve contenere il tutto delle realtà di vita vissuta. Solo in questi casi la narrazione invita a riflettere e a partecipare ai drammi riportati.

Illustri scrittori raccontano storie di fantasia e, grazie al loro genio e alla loro sensibilità, si calano facilmente nei personaggi. Io non mi sento affatto scrittore. Sono un semplice racconta storie, a voce, per strada. Storie già scritte nelle cronache dei giornali. Storie che però la gente dimentica. Molte persone, di quelle che conoscono la mia diretta esperienza di fatti notevoli e drammatici, mi sollecitano a narrarli. Fra le tante ne ho scritte due, già indicate. Non so se ho fatto bene a pubblicarle. Sta di fatto che un narratore, grande o piccolo che sia, non può, non deve tacere.

In considerazione del lavoro svolto per oltre 35 anni  a Cerignola, mi sono  imbattuto in una infinità di avventure/sventure. Ovviamente un ispettore della Polizia di Stato quali fatti ha dovuto trattare? Fatti che contemplano crimini.

Prediligo raccontare storie di DONNE che soffrono, che vengono sopraffatte. Perchè, fin dai primi giorni della mia carriera in Polizia, fatti di madri, mogli, figlie, sfruttate, maltrattate, uccise, mi hanno insegnato, più di ogni altro, i comportamenti criminosi: il crimine.

Sono totalmente dalla parte delle donne di tutto il mondo, di ogni lingua e colore, che soffrono specialmente le più indifese.

Premesso quanto sopra, personalmente tendo a considerare la festa di San Valentino una festa pericolosa quando la ragione istitutiva della stesa viene tradita da uno dei partner della coppia che «non sa ascoltare il sussurro degli stati nascenti».

Questa idea la sento forte in me e perciò voglio dedicare quanto segue a tutte le  fragili e tristi coppie in cui uno dei due che la formano tende a colpire l’altro tradendone la entusiasmante fiducia.

Ho preso spunto da quanto scritto, alcuni anni orsono, da una persona che stimo e ammiro: la Professoressa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele  Resnati di Milano che mi ha tanto colpito.

 

DEDICATO ALLE FRAGILI E TRISTI COPPIE DI OGGI IN AMORE

Cammina con passo leggero, perché è sui miei sogni che cammini”.

Questo splendido verso, di William B.Yeats, tratto da “Il vento tra i roseti”,

Lo dedico agli innamorati impazienti, che bruciano il tempo e devastano nidi segreti di felicità, assecondando impulsività distruttive, perché non sanno aspettare.

Lo dedico agli innamorati narcisi e impenitenti, che accesi dal gioco d’amore e dalla vertigine dei sensi, seducono e abbandonano, accendendo ogni volta sogni di luce da bruciare al tramonto del giorno, come foglie morte da buttare.

Lo dedico agli innamorati pesanti, che tediano il cuore con controlli e sfiducia e gelosie, e lentamente asfissiano l’amore.

Lo dedico agli innamorati traditori, perché insipienti uccidono i sogni dell’altro e suo futuro, creando ferite profonde che non sanno più riparare.

Lo dedico agli innamorati solitari, che hanno paura a sognare da soli.

Lo dedico agli innamorati adolescenti, travolti dall’urgenza del corpo, che non danno tempo ai sogni di lievitare e sbocciare. Che vivono la ripetitività ossessiva della seduzione come fuga da ogni piccola morte. Accesi dal tempo concitato delle cose, e dalla vertigine muta che li ammalia, non hanno nemmeno avuto l’opportunità e modo di sapere che il tempo del cuore è lento e dilatato rispetto al passo accelerato dei sensi. E quando il furore è d’impulso assecondato, il tempo del cuore così coartato finisce in un ritmo sincopato che nel nulla scompare. E si accascia, quando il ritmo veloce della seduzione ha bruciato il mistero con l’ultima nota. 

Lo dedico agli innamorati scontenti, che si amano con intensità diversa per segrete ragioni del cuore, e si distruggono in rimpianti o accuse o lamenti. Amari, non sanno aspettare che l’altro intuisca e assapori quell’unico sogno che li porterebbe a volare.

Lo dedico agli innamorati zucconi, analfabeti d’amore, che credono che i sogni dell’altro siano una malattia da curare.

Lo dedico agli innamorati disattenti, che non sanno ascoltare il sussurro degli stati nascenti.

Lo dedico agli innamorati dopati di droghe, che non credono più alla bellezza dell’amore, e si bruciano il cervello e i sogni in paradisi d’illusioni, dove l’emozione della gioia muore.

Lo dedico agli innamorati violenti, capaci di amare solo in modi strafottenti.

Lo dedico agli innamorati delusi e intristiti, che non credono più ai sogni che fanno volare.

A tutti gli innamorati incapaci di amare, dedico questi lievi versi di Yeats, e suggerisco ogni giorno una pausa di poesia, che li ispiri a lasciar sbocciare leggeri i sogni che l’altro ha nel cuore.

Nunzio Di Giulio

 

                                      “Io ho ricamato i vestiti del cielo/

                                       Avviluppando con la luce d’oro e d’argento/

                                       Il  blu e l’opaco e l’oscuro tessuto/

                                       Della notte e il chiarore e il mezzo chiarore./

                                       Avrei voluto stendere il vestito sotto i tuoi piedi:/

                                       Ma,  essendo povero, ho solo i miei sogni:/

                                      Cammina con passo leggero,/

                                      Perchè è sui miei sogni che cammini…”.

                                         

William B Yeats

6 COMMENTI

  1. Per continuare a vivere e sognare, Caro Sig.Digiulio, ai ragazzi è d’obbligo il Lavoro = DIGNITA’ qualcuno ci è riuscito grazie alle conoscenze, ma parecchi sfortunati pur avendo le carte in regola, niente da fare.
    Le dico semplicemente, che i soldi fanno soprattutto la felicità.
    Auguri e continui a scrivere le sue belle poesie, con l’augurio che in Italia cambi qualcosa.

  2. Complimenti, sig. Di Giulio, per le sue righe! Esse rappresentano la triste e cruda realtà di molti rapporti di coppia… Estremamente significative in un giorno come questo. In un’epoca in cui, ormai, l’Amore viene trattato con superficialità. Ancora complimenti!

  3. Dott. Di Giulio, mi ha fatto emozionare…
    I versi di Yeats sono meravigliosi….
    e da soli rispondono ad “Occhio”…cerchiamo di non mercificare un sentimento.

  4. Grazie agli autori.
    Dopo aver letto questi versi bellissimi, e dopo aver letto la crudezza di occhio, che per quanto arida ha un suo fondamento, mi viene in mente una frase che sento spesso da mia moglie e che mi piace particolarmente e, senza commento alcuno, penso possa essere dedicata alle giovani coppie destinatarie di questo articolo:
    “Si possono avere radici e ali”

  5. Caro ” Occhio”,sono d’accordo con Lei, la capisco profondamente, anch’io sono nato sfortunato, fin dalla tenera età sono rimasto orfano, figlio di nessuno.

    Ho lottato con tutte le mie forze, sono stato miracolato.Sicuramente cambierà qualcosa.Coraggio.
    Ciao
    Nunzio Di Giulio

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