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    Agricolutura, accordo col Marocco. Tatarella: “il mio voto finale è stato no”

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    Salvatore Tatarella risponde per le rime a Onofrio Giuliano, che proprio oggi aveva segnalato attraverso il suo profilo facebook come l’europarlamentare avesse votato a favore di un provvedimento lesivo per l’agricoltura del sud italia e della capitanata (leggi l’articolo).

    Risposta per le rime «Premesso che non faccio parte della commissione Agricoltura – afferma Tatarella -, ma di quella sull’Ambiente e i Trasporti, vorrei spiegare che certi provvedimenti discussi in commissione, giungono in aula per il voto e noi europarlamentari riceviamo dal nostro gruppo l’indicazione di voto. Io, non avendo seguito i lavori di quel provvedimento, mi sono attenuto all’indicazione di voto, cioè il si. Tuttavia dopo esser uscito dall’aula un collega siciliano mi ha fatto notare come i contenuti di quell’accordo potessero ledere l’economia agricola del Sud Italia. Quindi poichè è permesso modificare il proprio voto entro una settimana dalla votazione stessa, ho subito indicato nella stessa giornata il cambio da si a no. In definitiva il mio voto finale è stato no. Vorrei però chiarire due cose. La prima è che un europarlamentare seppur eletto in un territorio deve comunque fare gli interessi dell’europa e non solo del suo territorio. La seconda è che Onofrio Giuliano, come tutti i dirigenti delle categorie agricole, avrebbero già dovuto informarci rispetto ai contenuti di quel provvedimento, in discussione già da tempo, che loro meglio di noi conoscono. Una indicazione sarebbe dovuta giungere anche da loro».

    Ma era proprio necessario per l’Europa questo provvedimento? «Sono più di 15 anni che l’Europa parla di apertura ai mercati del mediterraneo. Nell’ottica globale l’Europa è costretta ad aprire a questi paesi, anche perchè se non apre l’Unione Europea ne approfittano le economie in ascesa, come la Cina, già presente nel settore pesca di diversi paesi nord-africani. Probabilmente – conclude l’europarlamentare – è il modo di fare agricoltura in Italia che dovrebbe rinnovarsi e questa mancanza o ritardo non è certo imputabile all’Europa o a Salvatore Tatarella».

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