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    Lavoro e Di Vittorio: lo sforzo del Pd e l’esempio Puglia

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    Torna Di Vittorio, torna il lavoro. Dal teatro Mercadante al Palazzo Coccia, dal 3 novembre al 7 dello stesso mese. E’ un filo rosso quello che lega le iniziative per la commemorazione dello scorso 3 novembre (55esimo anniversario della morte del fondatore della Cgil) al pubblico dibattito dal titolo “Il lavoro m’interessa”, organizzato dal Forum delle Politiche Giovanili del Partito democratico. Una folta e attenta platea (presente un gran numero di ragazzi) ha seguito il pubblico dibattito cui hanno partecipato Tommaso Sgarro (responsabile cittadino del Forum), Silvana Ladogana (segretario cittadino del Pd), Elena Gentile (assessore regionale al Welfare), Fausto Raciti (segretario nazionale dei Giovani Democratici) e Beppe di Brisco (Fiom-Cgil).

    Choosy a chi ? «Anch’io qualche mese fa ho dovuto fare la mia valigia di cartone per cercare lavoro nel Nord Italia. E come me fanno tanti altri ragazzi neolaureati. Ecco perché le parole saccenti ed irrispettose di una ministra come la Fornero, abituata a parlare dalla cattedra e non in mezzo alla gente, mi hanno colto di sorpresa ed allo stesso tempo indignato». Introduce così il dibattito Tommaso Sgarro, principale promotore del tavolo dell’altra sera, responsabile del Forum delle politiche giovanili di un partito, il Pd, «che al momento è l’unico capace, per storia e credibilità attuale, di farsi carico del peso, del pensiero e dell’esempio di Giuseppe Di Vittorio». Il “Lavoro m’interessa”, insomma, riprendendo don Milani e il suo “I care”. Ma con un esplicito riferimento anche a quel “Il futuro m’interessa” che era lo slogan con cui Fausto Raciti è stato eletto segretario nazionale dei Gd. E’ quest’ultimo che, aprendo il dibattito all’attualità politica e al tema primarie, ritiene che «Pierluigi Bersani possa essere l’uomo politico più adatto, in un frangente come quello che stiamo vivendo, per traghettare il Paese verso riforme del lavoro capaci di coniugare crescita e diritti. Del resto lo ha già dimostrato il coraggio e la sapienza con cui ha diretto il Ministero per le attività produttive dal 2006 al 2008».

    Esempio Puglia Dopo gli interventi di Luigi Vinciguerra, segretario Cgil ed il saluto a Gianfranco Specchio di Sel è l’assessore regionale al Welfare, Elena Gentile a chiudere i lavori. Scontato il riferimento ad una Puglia che, negli anni della giunta Vendola, ha provato «ad invertire la marcia, instaurando un proficuo dialogo con le imprese responsabili, approvando quel Piano Straordinario del Lavoro che ci sta dando enormi soddisfazioni e che si pone in ideale continuità con quello di Di Vittorio del 1949». L’assessore incalza dando appuntamento al prossimo 19 novembre: «Diffondete la voce, quel giorno aspetto voi ragazzi presso ExOpera, dove avrete la possibilità di conoscere una serie di nuovi bandi regionali che daranno la possibilità di proporre idee, pensare iniziative, creare impresa e quindi lavoro. Sarà un’occasione importante per quanti intendano mettersi in gioco e smentire il giudizio sprezzante della Fornero». D’obbligo una chiusura sui temi nazionali: «Il Partito Democratico, nel momento in cui tornerà al governo del Paese, avrà il compito di attuare una serie di riforme fondamentali. Bisogna ripensare la legge 30 che ha aumentato la precarietà invece che combatterla, ripensare l’agenda Monti e il rigore fine a se stesso, liberarci da quel Patto di stabilità che impedisce a Regioni virtuose, come la nostra, di spendere i soldi che si hanno in cassa e di onorare impegni già contrattualizzati».