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    Caos Fli per la candidatura Totaro: una bolla di sapone, ma il nervosismo resta

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    Giornate frenetiche per la composizione delle liste di Camera e Senato. Primarie e listini continuano a mietere vittime. Alcune eccellenti, altre meno. Non sembra essere sfuggito al ciclone nemmeno “Futuro e Libertà” pugliese. Nella giornata di ieri, infatti, si erano dimessi il coordinatore regionale Francesco Divella, il suo vice Giammarco Surrico e i coordinatori provinciali di Brindisi, Lecce e Taranto. Oggi, però sembra essere arrivata la schiarita. Tutto finito in una bolla di sapone. O quasi.

    Il giallo Totaro Il motivo della dipartita dei rappresentanti territoriali era semplice quanto eclatante: ai vertici regionali della formazione futurista non era andata giù la candidatura di Mario Totaro, al terzo posto nella lista unica al Senato della formazione centrista pro-Monti (al cui interno confluirà Fli). Il perchè di tale ostruzionismo è da ricercare nella qualifica di Totaro come socio di un’azienda di Putignano, distributore ufficiale della Dandyl’EN, marchio di capi per bambini creato da Elisabetta Tulliani, compagna di Gianfranco Fini. L’intromissione di Totaro, dunque, sarebbe stata vissuta come una vera e propria ingerenza negli affari pugliesi, una cooptazione calata dall’alto, espressione di un “familismo clientelare” da sempre osteggiato dal partito di Fini. Malumori e risentimenti sono montati in casa Fli, fino alle inaspettate dimissioni del vertice regionale. Sul punto, però, Fabrizio Tatarella, coordinatore provinciale di Fli, ha avuto modo di commentare a Lanotiziaweb: «Totaro sarà candidato al senato in terza posizione, ma il suo ingresso in lista avviene in quota Italia Futura (la formazione di Montezemolo, ndr) e non c’entra niente con Fini e con Fli. Tutta questa polemica davvero non la capisco, sono convinto che almeno le dimissioni dei coordinatori provinciali possano rientrare». Ed è stato, in mattinata, lo stesso Totaro a precisare: «Sono iscritto ad Italia Futura dal 2011, sono stati loro a chiedermi di correre come capolista di Montezemolo. Non vi è stata alcuna interferenza al riguardo da parte di altri al di fuori di Italia futura».

    Gli altri indesiderati Archiviato il caso Totaro, dunque, restano da capire i reali motivi dell’uscita di scena del duo Divella-Surrico. Rumors in casa futurista raccontano di un Surrico particolarmente amareggiato per la candidatura al quarto posto della lista per il Senato di Alessandro Ruben, deputato uscente romano ed esponente della comunità ebraica, molto legato al leader Gianfranco Fini. Altra candidatura dall’alto che avrebbe frustrato le istanze del territorio e magari anche le ambizioni di qualcuno (di Surraco in primis). «Il gruppo dirigente regionale pugliese di Fli – è riportato in una nota – annuncia di aver rassegnato le dimissioni per motivazioni esclusivamente politiche. La mancata rappresentanza del territorio pugliese nelle liste per la Camera ed il Senato a vantaggio di candidati forestieri costituisce una inaccettabile offesa alla dignità del partito e dei suoi militanti, che nelle elezioni amministrative in Puglia aveva ottenuto un successo significativo, in controtendenza rispetto alle altre regioni italiane». Stesso risentimento provocato dall’investitura dall’alto di Roberto Menia, coordinatore nazionale di Fli, catapultato dalla sua Trieste nelle liste pugliesi per la Camera. Dal Pd a Sel, passando per Fli. I listini continuano a mietere vittime.