Non sono tempi felici per l’amministrazione targata Franco Metta, soprattutto perché le notizie in circolazione – quelle scritte dai plurinsultati cerignolani, ma anche dai quotidiani foggiani – hanno acceso qualche dubbio anche tra i fedelissimi. Alla notizia che un procuratore antimafia come Giuseppe Ayala decide di non venire a Cerignola «per motivi di “opportunità”» anche i mujaheddin cerebralmente meno dotati cominciano a farsi domande. Tra i consiglieri di maggioranza la dinamica è più o meno la stessa, con dovuti distinguo.
Teresa Lapiccirella le domande se l’è poste mesi fa, da quando ha cominciato a svolgere il ruolo di opposizione interna alla maggioranza, mostrando all’occorrenza gli attributi. In netta contrapposizione con gli yes-man, Lapiccirella è critica rispetto ad ogni scelta e per questo è diventata mira, come è ovvio, di attacchi ad personam. «Dal 2009 ho aderito a un progetto fatto di principi e idee di buon governo, io come tante brave persone che ormai si sono allontanate dal Movimento – racconta la consigliera ex mettiana -. Il Sindaco si è circondato di persone che con il movimento non c’entrano nulla e altre supine e animate da propri interessi che non sono mosse dagli stessi principi e idee originari, che non prevedevano assolutamente incarichi e vantaggi a consiglieri, mogli di consiglieri, commesse a società amministrate da assessori e figlie di assessori, incarichi a colleghi e ex colleghi di studio, bandi vinti da società vicine ad amministratori, bandi tarati per determinati assumendi. Ciò detto non sono venuta meno io. Io resto fedele al Programma originario che mi ha portata a sedere nei banchi del Consiglio Comunale, senza padrinaggi di alcun tipo».
Ma il malcontento di Teresa Lapiccirella seppur unico esplicito non è il solo tra i banchi della maggioranza. Cominciano ad avere qualche dubbio sull’operato dell’amministrazione anche due insospettabili consiglieri, cicognini della prima ora, al fianco di Metta anche nel 2010. Il primo, dopo essere stato più volte invitato a fare un passo indietro, stizzito, si è abbandonato da qualche giorno anche ad un blackout sui social rispetto ai post del primo cittadino (ma le ragioni sono ben altre e note, ndr). Il secondo racconta, pregando di non citarlo (e non lo faremo, ndr), che se potesse si dimetterebbe anche domani, ma poi «scatterebbe chi in consiglio non deve entrare». Questo è ciò che è trapelato, ma sicuramente c’è altro. Infatti, pare che dopo il defilarsi prematuro dalla Giunta di Giuliana Colucci e Mimma Albanese, qualcun altro stia pensando di lasciare prima che sia troppo tardi. Una buona notizia per chi ha appetiti da assessore. Inoltre con l’elezione, data da molti per certa, di Loredana Lepore come consigliere provinciale, la delega che potrebbe liberarsi in giunta calzerebbe a pennello sul quindi solitario pretendente.
Tranquilli per tre che escono ne entrano due e le cose non cambiano, avanti tutta con i consiglieri di forza italia, dai dai che ė la vostra occasione per speculare ancora di più. Uomini senza onore ne gloria ci vediamo alle prossime elezioni anche per voi
pernacchione x te
Che commento.
E la fotografia del livello culturale di questa accozzaglia di individui che ha strillato e gettato fango su tutto e tutti ed ora li solo per interessi personali.
In quanto ai consiglieri che si dicono di Forza Italia ormai non si vergognano più fanno solo gli affari loro tanto hanno coscienza anche loro che con Forza Italia hanno chiuso così con il resto ora devono farsi un partito loro e farsi votare da quelli come loro
Chissà se sanno che al bilancio si rimette denaro personale!?!
Se si dimetto o questi chi vi entrerebbe?